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All’ospedale di Livorno le mascherine dissequestrate dalla procura di Lucca foto

Erano state commercializzate in modo non corretto come Ffp2 ma sono utili come strumento 'di comunità'

Sono stati consegnati al presidio ospedaliero di Livorno oltre 13mila Dpi (dispositivi di protezione individuale), già sequestrati dal locale Nucleo di polizia economico-finanziaria (Pef) della Guardia di finanza, che ne aveva chiesto il dissequestro alla procura di Lucca.

Le mascherine, commercializzate in modo non corretto come Ffp2, erano state intercettate in quanto, seppur destinate a un utilizzo presso i presidi ospedalieri, non erano corredate della prevista certificazione Ce.

Tuttavia, dopo la consulenza tecnica del responsabile dell’unità di prevenzione e protezione dai rischi dell’azienda Usl Nord Ovest in ordine a un eventuale uso come “mascherine di comunità”, ne è stato reputato plausibile l’impiego in contesti a “basso rischio contagio”, stante la recrudescenza dell’andamento epidemiologico di casi Covid.

L’autorità giudiziaria procedente quindi, accogliendo le richieste del dipendente Nucleo Pef, ha disposto il dissequestro delle mascherine al fine di una loro utilizzazione – sulla scorta del parere espresso dall’organo tecnico – senza rischio per la salute e in alcune attività ospedaliere, ossia uffici a indirizzo soprattutto amministrativo e strutture di staff della direzione, vista la loro capacità filtrante almeno pari alle suddette “maschere di comunità”.

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