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Coronavirus, boom di casi: Bientina pensa alla zona rossa

Dall'inizio della pandemia quasi un cittadino su 10 ha contratto il virus

A fare notizia è stata la vicenda del parroco che, dopo essersi sentito male a causa del covid dopo una funzione religiosa, ha determinato la necessità di 50 quarantene tra i parrocchiani che erano entrati in contatto con lui, secondo la ricostruzione che la Ausl è riuscita a fare con l’aiuto della parrocchia.

E Bientina sicuramente è uno dei comuni più attenzionati nella vicenda coronavirus. “Ma questo non giustifica numeri sparati a caso”, precisa il sindaco Dario Carmassi che spiega: “Al momento a Bientina abbiamo 89 persone positive, alle quali dovremmo aggiungere, solo ai fini de conteggio, solo le persone ricoverate alle cure intermedie per il covid. Ma queste arrivano dagli altri comuni e non solo cittadini di Bientina. Certo, noi rimaniamo uno dei comuni più attenzionati perché al momento possiamo dire con certezza matematica che dall’inizio della pandemia quasi un cittadino su 10 ha contratto il virus. Le statistiche della Ausl ci dicono che il 9% della popolazione è entrato a contatto con il virus, ovvero 700 persone su 8mila residenti. Numeri che comunque vanno spalmati su un anno e che non fanno parte della fotografia attuale.

La situazione comunque, con 89 positivi, è delicata e abbiamo un trend assolutamente alto. Motivo per cui rischiamo di andare in zona rossa. Questo però non lo deciderò io, ma la Regione Toscana e la sanità regionale nelle prossime 24 o 48 ore”. Una fotografia, quella attuale, che comunque rimane particolare nello scenario della Ausl Toscana nord ovest e che desta una certa attenzione sia per la posizione geografica che ha il comune, ovvero tra la Piana di Lucca (confina con Capannori e Porcari), con il comprensorio del cuoio (è attiguo a Castelfranco di Sotto e Santa Maria a Monte) e con la Valdera, che anche per i numeri epidemiologici.

Sulle ragioni di una circolazione del virus così elevata nella popolazione è difficile dare un spiegazione anche per lo stesso Carmassi che dice: “Al momento non saprei ipotizzare una motivazione, potrei avventurarmi in disamine sociologiche, ma rischieremmo di dire cose inesatte e forse in fondate. Certo è che noi siamo al limite dei parametri e questo nei prossimi giorni ci potrebbe spedire in zona rossa. Per questo è importante che la popolazione rispetti le regole di prevenzione dal contagio”.

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