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Spaccio di droga, sgominata maxi gang: 3 indagati a Lucca

I pusher incastrati dalle intercettazioni. I clienti al telefono chiedevano galline o marmitte

Venti ordinanze di custodia cautelare per un giro di spaccio che toccava anche la provincia di Lucca. Tre lucchesi, residenti in centro, risultano iscritti nel registro degli indagati. Il “covo” della gang era secondo i carabinieri di Pistoia che hanno eseguito l’indagine piazza Aldo Moro a Quarrata. Più di 100 militari sono stati impiegati nell’esecuzione di 20 ordinanze di custodia cautelare, perquisizioni e controlli nei confronti di soggetti ritenuti a vario titolo responsabili di una fiorente attività di spaccio, svolta principalmente nel comune di Quarrata ma capace di operare su tutta la provincia di Pistoia e saltuariamente nelle province limitrofe.

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Le indagini dei militari erano iniziate a seguito di un arresto in flagranza che i carabinieri di Quarrata avevano effettuato nel dicembre 2019 nei pressi di piazza Aldo Moro, dall’analisi del telefono in uso all’arrestato, erano emerse numerosissime conversazioni e contatti dal contenuto inequivocabilmente riconducibile alla cessione di droga, elementi che confermavano l’esistenza di una ampia rete di vendita continuativa di sostanze stupefacenti.

Coordinate dalla procura della Repubblica di Pistoia, sono state avviate delle intercettazioni telefoniche e ambientali finalizzate a ricostruire il complesso panorama dello spaccio di hashish e marijuana sul territorio della piana pistoiese.

Quello che è emerso dalle indagini, che hanno visto i carabinieri analizzare oltre 20.000 telefonate, era l’esistenza di una pluralità di persone dedite allo spaccio di stupefacenti che, sebbene non organizzati in una rigida e formale struttura associativa, operavano frequentemente in concorso tra loro, spalleggiandosi e scambiandosi all’occorrenza favori e clienti.

Le cessioni al dettaglio, secondo l’accusa, venivano perlopiù effettuate da italiani, ciascuno dei quali aveva proprie “zone di competenza” e platee di clienti. All’occorrenza però, quando non potevano soddisfare le richieste degli acquirenti per la momentanea indisponibilità della sostanza, non avrebbero esitato ad indirizzarli presso gli altri spacciatori, che a loro volta ricambiavano il favore, in una sorta di equilibrio criminale dove ciascuno degli indagati aveva il proprio sicuro bacino di consumatori interscambiabile però con gli altri.

Le modalità di spaccio secondo i militari erano ben collaudate: attraverso telefonate dal contenuto criptico ma evidentemente ben conosciuto dagli interessati, i clienti prenotavano l’acquisto di “una gallina, un caffè, una marmitta” terminologia utilizzata per rendere ben chiaro quantità e tipologia di sostanza richiesta. Gli appuntamenti venivano poi fissati nel giro di pochi minuti e quasi sempre negli stessi luoghi ovvero: nei giardini pubblici posti tra la via Trieste e piazza Aldo Moro, attigui ad un bar li esistente; vicino alla chiesa di Santa Maria Assunta, nella zona del campo da basket ubicato tra il parcheggio di piazza Berlinguer e la pista ciclabile che costeggia il torrente Fermulla; nella piazzetta nota come “il gatto” sempre attigua al torrente indicato; nella zona retrostante la Casa Comunale; sul retro di una tabaccheria, lungo via Corrado da Montemagno e, infine, nei giardini pubblici ubicati in via San Lorenzo, confinanti con le scuole medie.

Per quanto riguarda le modalità di approvvigionamento della droga, i principali fornitori venivano individuai in cittadini marocchini, principali fornitori di hashish e marijuana ma in alcune occasioni anche di cocaina.
Le misure di custodia eseguite oggi, rappresentano l’atto finale di oltre 7 mesi di intese attività di indagine durante le quali gli uomini dell’arma avevano già tratto in arresto in flagranza di reato 10 persone, sequestrato 15.000 euro in contanti e recuperato un ingente quantitativo di sostanza stupefacente dalle quali avrebbero potuto essere ricavate circa 12000 dosi di hashish, 6000 di marijuana e 500 di cocaina, per un valore complessivo ricavabile dalla vendita al dettaglio di circa 180.000 euro.

Nel corso dell’operazione di questa mattina, che ha visto coinvolte anche le unità cinofile di Firenze per la ricerca di stupefacenti e il supporto del quarto nucleo elicotteri di Pisa, oltre all’esecuzione di 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 9 agli arresti domiciliari e 6 obblighi di presentazione alla pg, sono state effettuate numerose perquisizioni domiciliari, sia nei confronti dei soggetti arrestati che di altri indagati in stato di libertà, con ulteriore sequestro di sostanze stupefacenti e traendo in arresto in flagranza di detenzione ai fini di spaccio, un cittadino albanese 32enne domiciliato in Campi Bisenzio che aveva con sé circa mezzo etto di cocaina e un etto di hashish, ed un cittadino marocchino 28enne, irregolare sul territorio nazionale e domiciliato a Prato, che aveva con se quasi mezzo chilogrammo di cocaina, portando così lo stupefacente complessivamente sequestrato nell’intera operazione ammonta a circa 0,6 chili di cocaina, oltre un chilo di hashish e un kg di marjuana, più gli strumenti per il taglio, la pesatura e il confezionamento dello stupefacente.

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