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Covid19, la provincia di Lucca resta zona arancione come la Toscana. Altopascio, Porcari e Montecarlo evitano il “rosso”

Per un soffio niente lockdown in Lucchesia: la media settimanale dei contagi è di 245 casi ogni 100mila abitanti

La Toscana resta zona arancione per un’altra settimana e così anche la provincia di Lucca. Ma per un soffio, visto che l’intera area ha un tasso di 245 contagi ogni 100mila abitanti. Al suo interno 5 Comuni – 6 se si considera Viareggio, che però è già in zona rossa – hanno, singolarmente, la soglia di guardia che potrebbe far scattare le chiusure delle scuole. Si tratta di Porcari, Altopascio, Montecarlo, Camaiore e Seravezza: i sindaci di questi Comuni si sono confrontati con il governatore Eugenio Giani, cui spetta la firma dell’eventuale chiusura delle scuole. Per i Comuni della Piana interessati la fumata bianca è arrivata in serata: resteranno in zona arancione.

“Mi confronterò a breve con i sindaci di questi comuni – aveva spiegato in prima serata il presidente della Regione – per arrivare ad una decisione condivisa. A Viareggio è chiaramente confermata la zona rossa, valuteremo adesso cosa accadrà per alcuni comuni contermini, come Camaiore e Seravezza. Poi c’è la Piana, dove ci sono i comuni di Porcari, Altopascio e Montecarlo dove si è superata la soglia dei 250 casi settimanali”.

A livello regionale sono tre le province che sono in zona rossa: Prato, Pistoia e Arezzo. Giani ha anche anticipato che entreranno in zona rossa tutti e cinque i Comuni del comprensorio del Cuoio, dove l’incidenza dei contagi supera, in ciascun territorio i 250 casi settimanali.

Fumata bianca per i comuni della Piana: in serata sono state infatti anticipate le decisioni della Regioni. Nei comuni di Altopascio, Montecarlo e Porcari non sarà istituita la zona rossa. Almeno per la prossima settimana. Lo ha rivelato il sindaco di Altopascio, Sara D’Ambrosio, in un post su Facebook in cui ha voluto lanciare un messaggio ai cittadini affinché osservino comportamenti corretti ma ha espresso anche una vena di disappunto per il metodo di procedere, ricordando di aver auspicato che l’istituzione di zone rosse avvenisse a livello di aree omogenee e non di singoli comuni.

“Altopascio, Porcari e Montecarlo restano zona arancione – spiega D’Ambrosio -. Quindi scuole e servizi educativi prima infanzia aperti. Abbiamo parlato poco fa con il presidente Giani, che ha valutato positivamente le nostre ordinanze restrittive rispetto allo stazionamento nelle aree pubbliche. Questo significa che le decisioni prese sono giuste e servono per tutelare il nostro territorio, soprattutto le scuole e le attività commerciali che sarebbero costrette a chiudere in un’eventuale zona rossa. L’attenzione però deve restare alta”.
“Ad Altopascio – ricorda D’Ambrosio – il tasso di contagio settimanale è calato ancora, anche se siamo comunque sopra la soglia dei 250 casi ogni 100.000 abitanti su 7 giorni. Se prima eravamo a 331 su 100.000 abitanti sui 7 giorni, oggi siamo a 298 su 100.000 abitanti sui 7 giorni. E nelle nostre scuole ci sono solo due classi in quarantena (le stesse della scorsa settimana). Siamo al confine con zone rosse, quindi per noi soprattutto il monitoraggio deve essere quotidiano: di prassi l’aggiornamento sui dati viene fatto il venerdì, resta comunque chiaro che se la situazione dovesse peggiorare saremo i primi a intervenire e a prendere ulteriori provvedimenti. Avrei preferito, fin dall’inizio, che non venisse fatto un ragionamento per singoli comuni, ma per aree omogenee. Nei nostri territori la vita si sviluppa per aree omogenee, a cavallo di più province e di sicuro a cavallo tra più comuni. Dai servizi essenziali alle scuole, dal lavoro alle attività commerciali, se un provvedimento restrittivo deve essere fatto, ha senso venga fatto per macro-aree contigue, perché altrimenti, per come la vedo io, è totalmente inutile e inefficace. Vi chiedo responsabilità, attenzione e serietà: c’è bisogno di tutti per uscire da questa situazione. La necessità di rispettare le regole è categorica. Non è più ammessa la sottovalutazione. Come sempre sono a vostra a disposizione per chiarimenti. Uniti ce la facciamo”.

Intanto, la Toscana sarà zona arancione fino al prossimo 21 marzo compreso, avendo riportato un Rt di 1,20 e un tasso settimanale di positivi di 217 casi ogni 100.000 abitanti (sotto 250 quindi).

Allo stesso tempo, resta zona arancione, dal 15 marzo al 21 marzo, anche la provincia di Lucca che continua ad avere un tasso settimanale di positivi inferiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti (l’intera provincia ha un tasso di 245).

“Le scuole di ogni ordine e grado – conferma il presidente della Provincia, Luca Menesini – sono aperte in tutta la provincia di Lucca, eccetto a Viareggio che è già zona rossa, e salvo eventuali provvedimenti di altri Comuni che sapremo più tardi o domattina. Aperti quindi nello nostra provincia, eccetto a Viareggio, i negozi e le attività di cura alla persona. Per quanto riguarda il comune di Capannori, resta in zona arancione: il nostro comune ha un tasso settimanale di positivi di 203 casi ogni 100.000 abitanti, quindi inferiore a 250. Anche la città di Lucca resta arancione, che ha un tasso settimanale di 218 casi ogni 100.000 abitanti. Accanto a noi continua ad essere zona rossa la provincia di Pistoia e da lunedì potrebbero essere rosse anche la provincia di Prato e quella di Arezzo”.

“Detto questo, dobbiamo renderci però conto che il Covid sta girando parecchio in mezzo a noi – afferma Menesini – e sta mandando parecchie persone in ospedale: a Lucca abbiamo ricoverate 87 persone, di cui 14 sono in terapia intensiva e al Versilia abbiamo ricoverate 83 persone, di cui 10 in terapia intensiva. Bisogna ridurre i contatti, dobbiamo rispettare le regole anti-contagio in ogni situazione, anche quando siamo con persone a noi care. Dobbiamo spezzare la diffusione, è fondamentale. La situazione in provincia di Lucca e in Toscana è al limite: dobbiamo far calare i contagi. Lo so che siamo stanchi, preoccupati, provati, ma la situazione necessita dell’impegno di tutti e ne necessita ora, subito. Facciamo la nostra parte, diamo uno schiaffo sonoro a questo maledetto virus”.

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