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Chiusura negozi a Pasqua e Pasquetta, Confcommercio: “Decisione scellerata”

Il presidente Pasquini: "Decisione last minute che avrà forti ricadute sulle attività"

Esprime tutta la propria rabbia e il suo biasimo Confcommercio Imprese per l’Italia – Province di Lucca e Massa Carrara, nel commentare l’ordinanza della Regione Toscana resa nota oggi (2 aprile), con la quale viene imposta la chiusura totale delle attività commerciali, eccetto edicole e farmacie, durante i giorni di Pasqua e Pasquetta.

“Sembra incredibile – afferma il presidente dell’associazione Rodolfo Pasquini – trovarci ancora qua, ad oltre un anno dall’inizio della pandemia, a discutere di problematiche sollevate sin dal marzo 2020. Ovvero sia, le tempistiche di comunicazione delle ordinanze completamente sbagliate da parte degli enti. Dopo mesi e mesi di proteste da parte nostra sulle modalità informative last minute quando del governo e quando della Regione, ecco che Giani e la sua giunta ci ricascano. Sfornando una ordinanza a un giorno e mezzo dalla Pasqua, che avrà ricadute pesantissime per tante attività”.

“Un film già visto e rivisto – prosegue Pasquini – e che incredibilmente continua ad essere riproposto, con ricadute gravi sotto tutti i punti di vista. Da una parte i commercianti coinvolti, che si erano organizzati in un certo modo per gestire le giornate di domenica e lunedì attraverso i turni del proprio personale e le ordinazioni di materie prime ai fornitori. Dall’altra i clienti che – come le scene già viste più volte in questi mesi ci dovrebbero insegnare – di fronte ad annunci del genere rispondono sempre prendendo d’assalto i supermercati. E creando quegli affollamenti che il governo e la Regione a parole sembrano voler combattere tanto”. “

Insomma – chiude Pasquini -, una decisione scellerata. L’ennesima, da parte di una Regione che sembra vivere su un altro pianeta, completamente scollegato dalla realtà”.

Giani dà il colpo di grazia alle imprese toscane. Ritiri subito l’ordinanza o presenti immediatamente la variazione di bilancio per assicurare un ristoro adeguato a tutte le attività che ha deciso di sacrificare”. Lo chiedono il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, Francesco Torselli, il consigliere regionale Vittorio Fantozzi, vicepresidente della Commissione sviluppo economico, ed il coordinatore regionale Fdi, Fabrizio Rossi.

“A poco più di 24 ore dalla Pasqua – dicono – un’ordinanza regionale chiude l’intero comparto del commercio toscano. Decidere, senza alcun preavviso, la totale chiusura, denota un’assoluta mancanza di rispetto nei confronti delle aziende commerciali e dei loro clienti. Ancora una volta, all’ultimo minuto, si impongono chiusure a migliaia di attività. Un atteggiamento sempre più folle da parte della Regione! Un’ordinanza che sta facendo vacillare la stessa giunta Giani, visto che alcuni consiglieri regionali di maggioranza ne hanno chiesto l’immediato ritiro”.

“Grandi e piccoli negozi di alimentari, macellerie, gastronomie e rosticcerie – sottolineano gli esponenti di Fratelli d’Italia – che coi ristoranti impossibilitati a lavorare normalmente erano sotto pressione per le vendite alle famiglie, hanno appreso solo adesso che non potranno lavorare a Pasqua e Pasquetta. Possono però fare le consegne a domicilio, e, quindi, se non vogliono perdere le prenotazioni ricevute, sono costrette a tempo di record ad organizzare le consegne nelle abitazioni dei clienti”-

I più penalizzati risultano essere i piccoli negozi, le botteghe di vicinato – chiudono gli esponenti Fdi – che in questa pandemia hanno dimostrato quanto siano importanti. Così come vengono sempre più svantaggiate le partite Iva. Questa schizofrenia deprime sempre di più il commercio al dettaglio, e meno male che la Regione ribadisce quotidianamente di essere dalla parte dei lavoratori e del lavoro”.

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