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Al lavoro per un euro all’ora nei campi con la promessa di un contratto: denunciata coppia di imprenditori agricoli

Operazione del Nucleo ispettorato dei carabinieri scaturita da una lite per il pagamento del compenso

Lavoratori sfruttati, nei guai una coppia di imprenditori di Altopascio.

Questo l’esito delle indagini del carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Lucca, insieme ai colleghi della stazione di Altopascio, che hanno denunciato due persone, marito e moglie, entrambi di 45 anni, residenti ad Altopascio, responsabili in concorso tra loro, nell’ambito dell’attività di impresa, di gravi condotte ai danni di lavoratori stranieri. I reati contestati sono, infatti, quelli di “intermediazione illecita e sfruttamento dei lavoratori” e “impiego di lavoratori privi del permesso di soggiorno”, in aggiunta agli illeciti amministrativi legati alla violazione delle basilari norme sulla sicurezza, non essendo mai stata eseguita alcuna valutazione dei rischi con riferimento al luogo di lavoro.

I reati sono stati commessi da aprile a settempre dello scorso anno, nel contesto dell’attività di coltivazione e raccolta di ortaggi, cui la società di proprietà della donna, con sede legale a Capannori, è deputata.

L’operazione è stata avviata dopo un normale intervento, eseguito, dai militari della stazione di Altopascio nel mese di dicembre, per una lite all’interno di un esercizio pubblico, nel quale il datore di lavoro ed un dipendente si erano dati appuntamento per definire e corrispondere al lavoratore quanto in precedenza pattuito. Il mancato buon esito del confronto, con il seguente intervento dei militari, ha consentito di focalizzare l’attenzione dei carabinieri sull’attività della quale la donna, di origine albanese, risulta legale rappresentante e che gestisce con la collaborazione del marito.

Il successivo meticoloso lavoro dei militari del Nucleo ispettorato del lavoro di Lucca ha consentito di portare alla luce uno scenario nel quale la coppia, approfittando dello stato di necessità di alcuni lavoratori stranieri, non ha esitato, per tutta la stagione estiva del decorso anno, a far lavorare gli stessi nei campi sino a 10 ore al giorno, pagandoli poco più che 1 euro all’ora, con l’allettante promessa, mai mantenuta, di avere presto un contratto di lavoro che avrebbe consentito loro il diritto alla permanenza sul territorio nazionale.

Tra gli elementi raccolti dai carabinieri, oltre alle dichiarazioni testimoniali di tre lavoratori di origine nigeriaai, rispettivamente di 33, 30 e 27 anni, uno dei quali peraltro sprovvisto di permesso di soggiorno, anche le conversazioni Whatsapp intercorse tra i lavoratori e la donna, con le indicazioni da questa fornite sui lavori da portare a termine.

Nel corso dell’attività, parallelamente alle responsabilità di natura penale, sono state elevate sanzioni amministrative per circa 28mila euro. È stata interessata anche l’Inps per il recupero di circa 16mila euro di contributi evasi.

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