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Ruba i soldi e ‘sparisce’ prima del processo, la rabbia di una giovane lucchese

Nella primavera del 2019 era riuscito a sottrarre telematicamente i dati della carta prepagata di una ragazza, prosciugandole il conto

Processo “saltato” a causa della fuga dell’imputato. Al comando dei carabinieri, a causa del suo furto decisamente poco astuto, era stato ironicamente soprannominato La volpe. Eppure, dopo due anni e un processo alle porte, il giovane, residente nella provincia di Caserta, il furbo lo ha fatto davvero.

Nella primavera del 2019 era riuscito a rubare telematicamente i dati della carta prepagata di una giovane lucchese, prosciugandole il conto. Il giovane però, una volta rubati i dati, si inviò con un bonifico i soldi della ragazza sulla propria carta. Alla sfortunata, grazie all’App di Poste Italiane, arrivò subito la notifica del ‘movimento in uscita’ e riuscì a vedere non solo la carta sulla quale erano stati inviati i suoi soldi, ma anche il nome del proprietario. Un errore che gli è costato caro: per i carabinieri, dopo la denuncia, rintracciare il malintenzionato fu piuttosto semplice, ma adesso le cose sono cambiate.

Inizialmente il ladro sembrava collaborare, il suo avvocato si era già messo in contatto con il legale della ragazza e stavano prendendo accordi. Poi, più niente: La volpe sembra essere sparita nel nulla. “Il processo si è tenuto venerdì – spiega la ragazza – ma non si è presentato nessuno. Cosa ci andavo a fare? Avrei tanto voluto costiturimi parte civile, nonostante dovessi spendere un bel po’ di soldi e di tempo, ma per la giustizia avrei fatto questo ed altro. Il ladro però non si è fatto più sentire, il suo legale non riesce più a rintracciarlo da mesi, si è rivolto anche ai carabinieri, quindi avrei dovuto combattere contro una persona che molto probabilmente non si farà mai più viva. Inizialmente si era parlato di risarcimento per ‘chiudere la questione’ in modo pacifico, ma a me questa idea interessava poco: i soldi mi sono già stati restituiti da Poste Italiane dopo poche settimane dal furto, volevo solo che il ladro finisse in carcere, come è giusto che sia. Io me la sono cavata perchè vivo ancora con i miei genitori, ma se questa persona avesse derubato anche persone in difficoltà che con quei soldi dovevano mangiare o pagare l’affitto? Invece non ho potuto fare niente, nemmeno provarci”.

“Il mio legale – racconta la ragazza – naturalmente senza alcun tipo di razzismo, mi ha spiegato che purtroppo quella delle ‘sparizioni’ è una pratica molto usata nel sud Italia e mi ha consigliato caldamente di lasciar perdere: avrei speso tanti soldi per un processo che molto probabilmente sarebbe durato anni e non sarei arrivata a niente, anche perchè, come detto, dall’altra parte non c’è più nessuno. Non rischiava molto, ma non ho avuto nemmeno la soddisfazione di poterlo guardare negli occhi. Sono molto dispiaciuta, quando mi arrivò la notifica del processo ero contentissima, ormai non ci speravo più: finalmente ci sarebbe stata giustizia, chi aveva sbagliato avrebbe potuto pagare. Invece è andata così. Non auguro del male a nessuno, ma spero tanto che questo sia solo un ‘arrivederci'”

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