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Scaricava le acque di scarto nel torrente, sequestrato un autolavaggio a Massarosa foto

Diversi gli illeciti ambientali contestati al gestore

La guardia costiera di Viareggio mercoledì scorso (14 aprile) ha sequestrato un autolavaggio a Massarosa. Sono diversi gli illeciti ambientali contestati al gestore dell’impianto in un area operativa di circa mille metri quadrati.

Gli accertamenti sul ciclo lavorativo delle attività, compiuti dai militari con l’ausilio del personale tecnico Arpat del dipartimento di Lucca, hanno infatti evidenziato condotte omissive sulla normativa degli scarichi delle acque reflue industriali e sugli obblighi di legge in merito alla gestione dei rifiuti.

Le acque utilizzate per il lavaggio delle auto, infatti, venivano canalizzate attraverso un sistema di condotte privo di collaudi e autorizzazioni per essere smaltite all’interno di un pozzetto interrato e successivamente scaricate nel torrente Gora di Stiava, emissario del Lago Massaciuccoli e confluente nel canale Burlamacca. Questa condotta, oltre a costituire un illecito penale per lo scarico non autorizzato di sostanze liquide derivanti dal processo produttivo dell’attività commerciale, ha causato un pericolo di inquinamento dell’ambiente marino e costiero.

Nel corso del sopralluogo, il personale della guardia costiera ha scoperto una grande quantità di rifiuti fangosi contenuti in vasche – alcune aperte e deteriorate – completamente esposte agli agenti atmosferici e depositati in modo incontrollato, senza documenti per la tracciabilità. Sempre in tema di rifiuti dal controllo è emerso anche che l’impresa ha illegalmente commercializzato residui liquidi derivanti dal lavaggio delle autocisterne che trasportano olii e grassi commestibili,  violando le norme del codice dell’ambiente sulla casistica dei sottoprodotti.

I militari e i tecnici dell’Arpat hanno anche constatato che il gestore dell’impianto aveva realizzato una fossa settica interrata per convogliare i reflui urbani dei locali igienici presenti all’interno di due box prefabbricati, senza nessuna autorizzazione. Dopo aver informato la procura di Lucca, i militari del nucleo operativo di polizia ambientale della guardia costiera di Viareggio hanno sequestrato preventivamente i rifiuti e tutte le aree operative dei mille metri quadrati, deferendo il responsabile all’autorità giudiziaria.

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