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Uccisa nel bagno con una coltellata alla gola: si scava nella nuova vita di Elena ad Aosta foto

Si era trasferita nell'alloggio solo da 3 settimane. L'arma del delitto non è stata trovata. Al setaccio i video delle telecamere di sorveglianza

Un fendente, uno soltanto. Alla gola. Ed è stata l’unica coltellata inferta e le è stata fatale. È morta così Elena Raluca Serban, 32 anni, di origini rumene, ma da tempo residente a Lucca con la madre Mariana e la sorella Aleksandra. L’hanno ritrovata questa mattina (18 aprile) i vigili del fuoco entrati nell’appartamento che da appena tre settimane la giovane donna aveva preso in affitto ad Aosta.

Trovata morta in casa a 32 anni con una ferita alla gola: si indaga per omicidio

In un condominio di via dei Partigiani, Elena ha trovato una morte atroce, quanto veloce a giudicare dalla profonda ferita al collo. Una coltellata che non le ha lasciato alcuno scampo: l’hanno trovata in una pozza di sangue, nel bagno della sua nuova casa. L’arma del delitto, però, non si trova. In un primo momento era trapelato che gli inquirenti avessero raccolto un coltello insanguinato nella casa dove si è compiuto l’orrore, ma non si tratterebbe dell’arma del delitto. Perché di delitto ormai si parla. Sono ormai davvero ridotti al lumicino i dubbi sul fatto che Elena sia stata uccisa da qualcuno che poi si è allontanato chiudendosi la porta d’ingresso alle spalle. Ed era questo che, sulle prime, aveva fatto pensare anche ad un suicidio. Ora, invece, si indaga per omicidio.

I vigili del fuoco sono dovuti entrare nell’appartamento aprendo una finestra. Non potevano immaginare che avrebbero trovato a terra il corpo della donna, una giovane molto bella e piena di vita, la cui fine tuttavia lascia ancora molti aspetti da chiarire. A cominciare da chi abbia incontrato nelle 24 ore precedenti Elena. I vicini non hanno notato nulla di strano, non hanno sentito rumori sospetti. Niente che potesse far immaginare la tragedia che invece si era verificata nell’appartamento della 32enne di Lucca.

La morte, stando all’esito dell’esame esterno del cadavere svolto dal medico legale, dovrebbe risalire infatti a ieri (17 aprile), forse al pomeriggio. L’orario più preciso, insieme ad altri aspetti utili per le indagini, potrà essere stabilito soltanto dall’autopsia. Il corpo, a quanto pare, non presenta altri segni evidenti di violenza. Solo quel profondo taglio alla gola.

A chiamare la polizia era stata la sorella della vittima. Aleksandra vive a Lucca e lavora in un bar, in centro storico. La madre Mariana, che in città si è rifatta una vita dopo esservi giunta anni fa dalla Romania vive a Sant’Angelo in Campo. La sorella ha avvertito le forze dell’ordine, preoccupata perché la sorella non rispondeva da ieri né agli sms né alle telefonate. E non lo aveva mai fatto prima, così a lungo. Ma nessuno tra i familiari della donna si aspettava forse un epilogo tanto drammatico.

E ora gli inquirenti scavano nella vita di Elena, per capire chi fossero le sue frequentazioni, quali le sue abitudini nella nuova, recente, vita ad Aosta. All’esame ci sono anche i video delle telecamere di sorveglianza che sono installate in alcuni punti nelle vicinanze dell’abitazione di Elena e che – sperano gli inquirenti – potrebbero aver ripreso qualche movimento sospetto o aver inquadrato un volto, che potrebbe fornire la chiave per chiudere il cerchio sul dramma di Elena.

La notizia della sua scomparsa si è diffusa velocemente fra amici e conoscenti a Lucca, suscitando messaggi di cordoglio e pena per la sorte di una ragazza così giovane e bella. Elena non viveva più a Lucca dal 2015: fino ad allora stava nel paese dove vive la madre, Sant’Angelo in Campo, dove molti ancora se la ricordano.

Rob. Sal.

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