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Gli avvocati: “S. Giorgio, evidenti carenze strutturali e manca personale”

La camera penale di Lucca: "L'assenza di agenti rende inutilizzabili alcune aree ristrutturate". Mentre altre sono off limits per assenza fondi

Una generale carenza di agenti di polizia penitenziaria e alcuni settori ancora non utilizzabili per mancanza di fondi. E’ questa la fotografia che emerge dalla relazione della Camera penale di Lucca a seguito di una visita al carcere San Giorgio di Lucca che si è svolto, da parte dell’osservatorio carceri, alla casa circondariale il 13 marzo scorso.

Erano presenti il responsabile, avvocato Alessandro Maionchi, nonché i membri, gli avvocati Francesca Trasatti e Tiziana Pedonese, tutti del foro di Lucca. Era anche presente la garante dei detenuti di Lucca, Alessandra Severi.

La visita si è svolta alla presenza del direttore della Casa circondariale, Santina Savoca, del comandante Andrea Gavarrino, e delle dottoresse Fabiola Giannecchini ed Elena Ghiloni, membri dell’area educativa del carcere di Lucca. La delegazione è stata poi raggiunta anche dalla responsabile dell’area sanitaria.

Anzitutto i numeri. La popolazione carceraria al momento del sopralluogo era composta di 104 persone. Gli agenti di polizia penitenziaria sono 85 unità. L’area educativa si compone di due educatori, che provvedono ad un colloquio di ingresso entro 1-2 giorni; i detenuti sono visti almeno una volta ogni 3 giorni a rotazione.

“Si evidenzia – si legge nella relazione dell’osservatorio – una generale situazione di attenzione alla conservazione della struttura muraria. Sebbene la conformazione e la vetustà degli edifici determinino difficolt nella gestione degli spazi. Si è potuto constatare una positiva attitudine dell’amministrazione al recupero dei locali, anche adibiti ad aree comuni per i detenuti. Nonostante ciò, sono state riscontrate diverse criticità. Sussistono, poi, zone completamente inutilizzate e chiuse, sia a causa della mancanza di standard di sicurezza dei locali (costruiti in epoche remote ed oggi non più idonee a garantire gli stringenti requisiti richiesti), sia a causa della mancanza di fondi che, se presenti, permetterebbero una riqualificazione delle aree interessate; infine, non da ultimo, si è rilevata una carenza di organico della Polizia Penitenziaria”.

Quanto alla prima sezione, gli avvocati rilevano che “si allinea con tutto il resto dell’edificio, vetusta, inidonea all’uso carcerario, sebbene siano presenti i minimi standard di sicurezza (ad eccezione delle telecamere che saranno rispristinate). La sezione ha subito gravi danneggiamenti (incendiata la barberia, distrutto un frigo comune, distrutte e rese inservibili le telecamere) da parte di un detenuto che è stato poi trasferito. Il problema più importante di questa sezione risulta essere il sovraffollamento. In molte celle è stata inserita la terza branda, il numero di detenuti è salito fino a 49 detenuti. Le docce in numero pari a 4 non sono funzionanti, i detenuti lamentano altresì la mancanza di acqua calda e sottolineano l’inadeguatezza della zona lavanderia. Si aggiunga che, a questa disfunzione attinente alla popolazione carceraria, deve segnalarsi anche una situazione di carenza di personale di vigilanza. Ciò determina, in alcuni casi, la presenza di un solo agente preposto al controllo di due sezioni (la prima e la seconda) che, oltretutto, sono poste su due piani differenti. I detenuti presenti in questa sezione sono aperti”.

Stessi problemi sono stati riscontrati nella seconda sezione, “speculare alla prima – si sottolinea nella relazione -, sia come caratteristiche strutturali, sia come condizioni generali, non presenta, al momento, situazioni di sovraffollamento. Anche per questa sezione possono spendersi le medesime parole in ordine alla carenza di personale di vigilanza. Infatti, i detenuti lamentano l’assenza del personale, in particolar modo durante le emergenze. I detenuti presenti anche in questa sezione sono aperti. Per quanto concerne l’area docce (in numero pari a 4) si segnalano malfunzionamenti”.

Poi c’è la terza sezione che si compone di due sottosezioni. La prima, più ampia, ospita i detenuti nuovi giunti in istituto, mentre la seconda (terza bis), che consta di appena 4 celle, (di cui solo 3 funzionanti) è destinata a più funzioni: bolla Covid-19, detenuti isolati a causa del titolo di reato, detenuti a cui è stata comminata una punizione.

“I detenuti all’interno di questa sezione sono chiusi, salvo accedere all’aria, nei modi e nei tempi previsti dalla legge. Da un punto di vista delle condizioni strutturali – rileva l’osservatorio – la sezione necessita di un completo rifacimento, sotto ogni punto di vista. Alcune celle sono inagibili, su 14 solamente 10 celle possono accogliere detenuti e ciò complica la situazione del sovraffollamento. Celle da due diventano necessariamente da tre. Anche in questa sezione l’area delle docce presenta dei guasti e i detenuti lamentano l’assenza di acqua calda”.

“All’interno di un carcere che presenta una serie di criticità strutturali (a tratti marcate), si è provveduto – spiegano gli avvocati – ad un completo rifacimento della sezione ottava, destinata ad attività ricreative. Gli ambienti, curati, dotati di confort, rispettosi di ogni e più stringente requisito di sicurezza e salubrità, si inseriscono in un contesto strutturale generale completamente diverso (vedi sezioni prima, seconda, terza); passando dalla sezione ottava alle altre, sembra di non essere nel medesimo istituto. Ci sono due biblioteche attrezzate, con postazioni per la consultazione dei libri e delle riviste, c’è una sala lettura a parte e l’intenzione di istituire corsi di lettura e scrittura, nonché di richiedere abbonamenti a vari quotidiani e riviste. Riferisce l’educatrice che al momento vi siano diversi lettori. Questa sezione vorrebbe essere un’area destinata sia al trattamento del detenuto, sia alla socializzazione dello stesso. Per questo sono state previste ed attrezzate, una sala tv, una sala con all’interno il calcio balilla, una sala psicologia/psichiatria, una sala di somministrazione del metadone; inoltre, ciascun educatore avrà la propria stanza. Tre stanze sono state destinate ad uso palestra (la più grande di 13,70 metri quadrati)”.

“E’ stata istituita – riferisce ancora l’osservatorio – una postazione di controllo per regolare gli ingressi dalle varie sezioni dotata di automazioni che si comandano a distanza; è stato predisposto anche un circuito di telecamere. Al piano superiore vi sono poi locali ampi (anch’essi ristrutturati con medesimi standard) che, in un progetto originario, dovevano essere adibiti a refettorio, ad oggi, non è chiara la destinazione (sono presenti numerosi scatoloni contenenti carrelli e tavolini nuovi originariamente destinati al refettorio). Vi si accede dalla terza sezione e dal cortile (la prima e la seconda sezione non vi hanno accesso diretto) L’intenzione della direzione, di concerto con l’area educativa e con l’ufficio comando, è quella di convincere i detenuti a recarsi in questa nuova sezione ottava, cercando di far vivere ai detenuti questo nuovo ambiente, in modo che essi possano prendere parte alle iniziative che verranno promosse ed allo stesso tempo trascorrere meno tempo in sezione e quindi in cella. I locali, ancora da inaugurare (data prevista 3.5.21), sebbene pronti all’uso, rischiano di rimanere inutilizzati”.

Il principale problema resta quello del personale secondo la camera penale di Lucca: “Invero – si speiga -, la problematica principale emersa risulta essere la mancanza di personale, sia di vigilanza, sia afferente all’area educativa. Non vi sarebbe modo, infatti, di usufruire al meglio degli ammodernamenti eseguiti senza un implemento del personale di vigilanza; riferisce il comandante che in questa sezione vi sono 4 corpi di guardia e che per un funzionamento adeguato sarebbero necessari 15 agenti da suddividersi tra i due piani (vi sono stati degli incontri con i sindacati al fine di trovare una sintesi per procedere all’apertura di tali nuovi locali; ad oggi, non è stato ancora trovato un accordo) ed un interessamento e coinvolgimento concreto della società civile (esempio volontari). Ove ciò non avvenisse, tali locali rimarrebbero inutilizzati, configurandosi in tal caso uno spreco di denaro pubblico che l’amministrazione avrebbe potuto investire in altro modo. Si è giunti ad una sintesi che ha determinato l’apertura parziale della sezione ottava. Verranno aperti alternativamente i due piani che costituiscono la predetta sezione; in particolare riferisce la direzione già il 3 maggio saranno attive la palestra, la biblioteca, sarà avviato un progetto sulla digitalizzazione, un corso di cucina, saranno poi attivi gli sportelli del patronato, dell’Associazione ”Altro diritto” e del centro dell’impiego di Lucca. Sia concesso rilevare come la ristrutturazione della sezione ottava faccia sorgere forti perplessità almeno sotto il punto di vista dell’opportunità, avuto riguardo del contesto in cui tale intervento è stato compiuto: edificio inserito in un contesto urbano rinascimentale, sicuramente non idoneo a soddisfare standard europei, con caratteristiche strutturali che non consentono interventi risolutivi. Nonostante ciò, questo ammodernamento è stato salutato con estrema positività dall’Osservatorio carceri di Lucca”.

Attenzione è stata posta anche alla situazione sanitaria: “All’ingresso dell’istituto – si ricapitola nella relazione – è stata predisposta una postazione permanente dotata di termo scanner, mascherine, gel disinfettante e guanti. Tutti gli ambienti sono stati trattati con macchinari di sanificazione. Ogni postazione operativa prevede un dispenser di gel disinfettante. Tutti gli appartenenti all’amministrazione penitenziaria sono dotati di mascherine e guanti. Tutti i detenuti sono stati dotati di mascherine fornite dall’amministrazione penitenziaria, dell’area sanitaria dell’istituto e dalla direzione. Alcune di queste sono state frutto anche di donazioni da parte di imprenditori lucchesi e della stessa Camera penale di Lucca. Di concerto con il dirigente sanitario sono state istituite sezioni stagne in cui i detenuti non cambiano, di talché, dovesse manifestarsi un contagio, questo rimarrà confinato ad un numero ristretto di soggetti ben identificabili. I detenuti non cambiano sezione se non per motivazioni significative e quelli dalla sezione covid accedono nelle altre sezioni solo dopo essersi sottoposti a tampone”.

“A seguito del decreto che ha inciso sul numero della popolazione carceraria sarebbero dovuti uscire un numero di detenuti tale da permettere la chiusura di una sezione, la quale sarebbe stata destinata eventualmente a sezione covid19”, spiegano gli avvocati.

“Di fatto – si prosegue – non è uscito quasi nessun detenuto, se non i soggetti in regime di semilibertà, non è stato quindi possibile chiudere sezione alcuna. Le sezioni adibite ad accoglienza nuovi giunti ed eventuali casi covid sono, come in precedenza detto, la III e la III bis. I tamponi vengono effettuati al momento dell’ingresso del detenuto, dopo 7 giorni e poi per certificazione di ammissione i detenuti negativi vengono destinati a vita comune”.

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