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Al cimitero di Ponte San Pietro una performance per ricordare l’artista Giacomo Verde foto

Un gruppo di amici e parenti ha messo in scena un saluto al maestro della videoarte nel giorno dell'anniversario della morte

Una mela. La stessa che Giacomo tagliava a metà in senso orizzontale all’inizio de Il piccolo diario di malanni per scoprire la stella nascosta all’interno del frutto come invito a superare le abitudini, a leggere nei simboli, a stravolgere le convenzioni. Un orinatoio. L’oggetto emblema della malattia contro la quale ha combattuto negli ultimi anni della sua vita, prima che il cancro alla prostata lo portasse via il 2 maggio 2020.

Sono questi due degli oggetti trovati nel cimitero di Ponte San Pietro domenica scorsa (2 maggio). No, nessun rito esoterico è stato consumato sotto il sole di mezzogiorno quanto piuttosto un ultimo saluto da parte di amici e colleghi all’artista vissuto a Lucca Giacomo Verde.

Una cerimonia in pieno stile Reodada organizzato da Officina Dada Boom e e Collettivo SuperAzione, un happening basato sull’improvvisazione degli amici partecipanti che hanno portato in omaggio al pioniere della videoarte un simbolo del loro legame. Tra loro anche l’ex moglie e il figlio di Giacomo, i fratelli, insieme a tanti amici conosciuti durante le collaborazioni all’estero o nelle più importanti accademie d’Italia. Ecco il perché delle maschere, delle mele disposte sulla tomba e dell’orinatoio: un saluto all’artista nell’anniversario della sua morte per la quale, a causa delle restrizioni legate all’emergenza sanitaria, non era mai stata fatta alcuna cerimonia.

“In questi mesi trascorsi dalla sua scomparsa ci siamo tenuti in contatto aspettando l’occasione per dare un ultimo saluto a Giacomo – racconta un’amica dell’artista -.Domenica una parte di questo gruppo formato da persone che volevano bene a Giacomo si è ritrovato al cimitero, portando ciascuno il simbolo che meglio rappresentava il suo rapporto con l’amico e collega. In tanti hanno scelto di portare un rifermento al cibo, a ricordare l’antico rituale legato alle tradizioni delle piccole comunità che negli ultimi anni aveva attratto ‘l’artivismo’ di Giacomo”.

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