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Rivelò segreti d’ufficio a un imprenditore, maresciallo della Finanza condannato a risarcire il corpo

La procura aveva chiesto anche 42mila euro per danno erariale che però i giudici non hanno riconosciuto

Dovrà pagare oltre 7mila euro di danni il maresciallo della guardia di finanza che aveva rivelato segreti d’ufficio a un imprenditore lucchese ed era stato condannato nel 2018 anche in appello a due anni di reclusione, poi prescritti dalla Cassazione nel 2020

Si tratta degli oneri sostenuti dal corpo della guardia di finanza per gli emolumenti corrisposti ai militari impegnati nella effettuazione delle intercettazioni, oltre alla rivalutazione monetaria e agli interessi legali. Così ha stabilito nei giorni scorsi la Corte dei Conti nei confronti del maresciallo delle fiamme gialle.

Per i giudici contabili, infatti, l’esito del giudizio penale per prescrizione non incide affatto sul giudizio in sede contabile perlomeno in ordine al danno da disservizio. La Procura aveva chiesto anche 42mila euro per danno erariale che però i giudici della corte dei Conti non hanno riconosciuto. L’uomo quale pubblico ufficiale in servizio al nucleo di polizia tributaria di Lucca ed in quanto tale incaricato dello svolgimento di indagini relative ad intercettazioni telefoniche in un procedimento penale che riguardava una società lucchese era stato accusato dai giudici lucchesi “di essersi avvalso, per procurarsi indebito profitto patrimoniale, di notizie d’ufficio le quali avrebbero dovuto rimanere segrete”, informando l’imprenditore della necessità di non effettuare comunicazioni a mezzo di due utenze telefoniche a lui intestate ed entrambe sottoposte ad intercettazione e di averlo informato sia tramite un biglietto sia tramite un carabinier”.

Per tali accuse era stato condannato in primo grado e in appello prima della prescrizione sancita dalla Cassazione lo scorso anno. Ora però dovrà comunque pagare 7600 euro per danno da disservizio alla guardia di finanza.

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