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Sotto inchiesta per aver ripulito il conto di una parente

Ma la Cassazione annulla il sequestro del denaro

Avrebbe sottratto denaro ingannando una parente, la Cassazione annulla con rinvio il sequestro dei soldi da parte dell’autorità giudiziaria. Per gli inquirenti lucchesi avrebbe sottratto all’anziana moglie del nonno, deceduto alcuni anni fa, somme di denaro per un ammontare di circa 150mila euro. A seguito dell’iter giudiziario a suo carico il tribunale era riuscito a sequestrargli, a settembre dello scorso anno, 60mila euro presenti sul suo conto corrente perché presumibilmente provento di azioni illecite.

L’uomo, 68enne di Capannori, infatti, deve rispondere di appropriazione indebita, circonvenzione di incapace e truffa. Ora la parola sul sequestro del denaro passa nuovamente al tribunale lucchese in sede di Riesame mentre il procedimento giudiziario procede a carico dell’indagato che ha già ricevuto l’avviso di conclusione indagini lo scorso autunno. L’uomo per i giudici di Lucca andava spesso a trovare la sua parente per poche ore al giorno per farle compagnia. Con il tempo era riuscito a convincere l’anziana signora, carpendone la fiducia, a delegargli le operazioni di prelievo dal conto corrente bancario. L’anno scorso, alcuni lavori di ristrutturazione della casa della vittima, curati da un altro parente, hanno fatto sorgere i primi sospetti: nel conto mancava il denaro sufficiente a pagare gli artigiani che avevano effettuato le prestazioni lavorative. La donna, allarmata, era stata accompagnata in questura per denunciare quanto accaduto. Queste almeno le ipotesi accusatorie. Per il denaro sequestrato invece occorre un secondo passaggio al Riesame perché secondo gli ermellini il primo provvedimento mancava delle motivazioni indispensabili per quanto riguarda uno dei requisiti essenziali per tali azioni giudiziarie e cioè il “periculum in mora”. “Sul punto – ovvero sull’esistenza dell’esigenza cautelare – l’ordinanza impugnata deve essere annullata con rinvio per nuovo esame al Tribunale per il riesame delle misure cautelari di Lucca”. L’iter giudiziario prosegue.

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