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Asse suburbano, diffida al Comune. La famiglia Monteriso ritorna in guerra: “Il tracciato spacca in due la nostra proprietà”

Una battaglia che si riaccende con la ripresa dell'iter. Il legale: "C'è la possibilità di risolvere risparmiando quella abitazione"

Gli anni passano ma i nodi tornano al pettine. Insieme ad una nuova diffida al Comune. Firmata da Massimo Monteriso, proprietario dell’abitazione sulla via Vecchia Pesciatina, a fianco della quale dovrebbe sorgere il nuovo asse suburbano di Lucca, creando un collegamento con la rotonda di via Castruccio Castracani, all’altezza di via Alighieri. Una vicenda che si trascina da tempo ma che si ripropone all’attualità. Dopo infatti l’annuncio che si procederà con la realizzazione dell’opera, la famiglia Monteriso si è di nuovo rivolta ad un legale e dopo un incontro avuto in Comune, presenta una diffida a Palazzo Orsetti. Chiedendo di non approvare il progetto dell’asse suburbano così come concepito. Suggerendo di modificare il tracciato nel punto in cui rischia di “dividere” in due la proprietà dei Monteriso.

Il progetto, come ormai noto, riguarda la strada di collegamento, dalla via del Brennero al futuro casello autostradale di Mugnano, che ha la finalità di ridurre il carico di traffico sulla circonvallazione, collegando la Garfagnana all’autostrada. Il problema è che questa infrastruttura, secondo l’avvocato Veronica Dini che assiste Monteriso “è prevista a una distanza di circa 2,30 metri sia dalla casa del signor Monteriso (tuttora abitata dal proprietario e dalla madre) che dal capannone – tagliando peraltro la proprietà in due, con evidenti e gravissimi pregiudizi sia di carattere patrimoniale che di godimento degli immobili: non solo, infatti, l’abitazione si troverebbe a ridosso di un’arteria stradale ad ampio scorrimento ma l’area artigianale perderebbe il piazzale destinato a deposito”. Una battaglia che la famiglia combatte ormai da anni, ma che adesso, dopo anni di silenzio, torna di nuovo nel vivo.

“La nuova strada – spiega il legale della famiglia Monteriso – verrebbe, inoltre, costruita in adiacenza ad abitazioni preesistenti e non di nuova edificazione, nonostante, dal 2004, Lucca sia stata classificata come zona sismica. E’ prevista la realizzazione di una doppia rotatoria, all’interno della quale dovrebbe muoversi un traffico pesante e mezzi autoarticolati che avrebbero ben poco spazio di manovra. La proposta progettuale avanzata si espone, dunque, a incontestabili difficoltà tecniche e presuppone costi elevati connessi anche all’indennizzo degli altrettanto evidenti danni patrimoniali che verrebbero determinati alla proprietà Monteriso (in ragione dell’esproprio diretto e indiretto che ne discenderebbe)”.

Tra le contestazioni mosse dalla famiglia anche l’idea progettuale stessa. “Desta stupore e perplessità – spiega il legale – sotto il profilo della correttezza e trasparenza dell’azione amministrativa, la decisione di delineare un tracciato tortuoso – che attraversa una proprietà privata, dividendola in due parti difficilmente raggiungibili – invece che procedere, in modo lineare e diretto, collegando i due tronconi stradali già realizzati in asse, attraverso la proprietà confinante con quella del mio assistito. A tale proposito, risulta, tra l’altro, che l’abitazione dei Favilla – Cercenà, che verrebbe colpita da esproprio in tale evenienza, sia disabitata dal 1996, contrariamente a quella dei signori Monteriso”.

Da qui la proposta di una soluzione:  “L’alternativa progettuale, già indicata nel prg del 1958, è evidentemente – ancora possibile e meno onerosa per l’ente pubblico, come è stato riconosciuto anche dall’ingegner Pratelli professore all’Università di Pisa, attualmente consulente del Comune, nel corso dell’incontro che si è svolto in Comune il 19 aprile scorso”.

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