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Colta da ictus dopo la prima dose del vaccino, la 42enne ancora in prognosi riservata

La famiglia fa appello alla Regione: "Fermate gli open day Astra Zeneca per gli under 50 fino a che non sarà fatta chiarezza"

E’ in condizioni stabili ma la sua prognosi resta riservata. Irene Cervelli, la donna di 42 anni, resta ricoverata nella neurorinimazione dell’ospedale Cisanello di Pisa dopo essere stata colpita da un ictus ischemico. Soltanto qualche giorno prima, il 26 maggio scorso, si era sottoposta alla somministrazione della prima dose di AstraZeneca contro il coronavirus. Adesso la famiglia Cervelli, che da subito ha pensato ad un possibile collegamento con il vaccino, sta valutando gli aspetti legali della vicenda, curati dall’avvocato Giovanni Mandoli.

Colta da ictus dopo la prima dose di vaccino Astra Zeneca: si indaga sull’ipotesi di reazione avversa alla somministrazione

Al momento non è stato depositato un esposto in procura, anche se la famiglia attende i riscontri medici per valutare il da farsi. I familiari di Irene prendono intanto la parola per “interrompere – spiegano attraverso il suo avvocato – la divulgazione di informazioni prive di fondamento relative allo stato di salute di Irene e di aggiornare ufficialmente in merito alla posizione che la stessa famiglia intende assumere”.

Irene versa in condizioni stabili, spiegano i familiari, anche se al momento alcune piccole ischemie non permettono ancora di riequilibrare i propri valori ematici. La prognosi rimane riservata. “I medici del nosocomio di Cisanello, a cui va tutto il sincero ringraziamento della famiglia – spiega l’avvocato Mandoli -, si stanno prodigando alacremente per portare alla paziente tutte le cure necessarie. La terapia farmacologica che viene somministrata è quella indicata dalla medicina per casi analoghi. Al momento non ci sono ulteriori novità. Dobbiamo attendere i prossimi giorni e sperare che tale terapia produca gli effetti desiderati”.

In questi giorni così difficili, a fronte di tante attestazioni di vicinanza, non sono mancati episodi spiacevoli. “Sul fronte legale – spiega l’avvocato – la famiglia si dice amareggiata per le dichiarazioni comparse sul profilo Fb di Irene da parte di alcuni ‘leoni da tastiera’ ma al tempo stesso chiede di non dare spazio a questi soggetti che spesso si nascondono dietro ad account falsi creati ad arte con il solo scopo di generare odio. Altresì ringrazia di cuore le centinaia di persone che in questi giorni di sofferenza e di speranza hanno manifestato la loro vicinanza ed il loro affetto ad Irene in questo tragico momento a testimonianza del fatto che tutte le attività di volontariato svolte dalla stessa in questi anni hanno lasciato un grande ricordo”.

Sulle mosse legali, l’avvocato Mandoli prende tempo e precisa: “Per quanto concerne infine la presentazione di un esposto smentisco che ad oggi sia stato depositato in Procura dalla famiglia la quale in questo momento sta orientando tutti i suoi sforzi nell’assistere Irene in questa battaglia che quotidianamente sta combattendo. Al tempo stesso stiamo valutando tutti gli aspetti legali della vicenda e nulla sarà lasciato di intentato. La famiglia Cervelli infine auspica che il Cts e la Regione Toscana rivalutino l’apertura di Open Day Astrazeneca per persone under 50 fintanto che non sia stata fatta piena chiarezza su quanto accaduto”.

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