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Sorpreso a rubare in casa aggredì la proprietaria: condannato a 4 anni

Conferma della Cassazione: il giovane subito dopo aveva assalito un ragazzo in bicicletta in pieno centro

Confermata dalla suprema corte di Cassazione la condanna a 4 anni di reclusione per un giovane di origini peruviane di 23 anni accusato di rapina aggravata e altri reati. Lo scorso autunno la corte d’Appello aveva già ratificato le decisioni del gup del tribunale lucchese che in sede di abbreviato aveva stabilito la pena nei confronti del rapinatore contestandogli anche i reati di lesioni personali aggravate e tentata rapina.

Il giovane successivamente all’arresto dopo una serie di raid era stato arrestato e condannato durante l’udienze preliminare e posto ai domiciliari in una comunità di recupero in Garfagnana dalla quale era però scappato e dopo aver forzato la porta di un bar e si era impossessato di 700 euro in monete da 1 e 2 euro. Per questo reato il processo a suo carico era stato definito con condanna, per furto in abitazione e furto aggravato, a 2 anni e 2 mesi di reclusione sempre in abbreviato. Ora le condanne quando saranno tutte definitive saranno valutate dal tribunale di sorveglianza per quantificare la pena totale da scontare.

Già all’epoca del primo arresto, che ha portato ora alla condanna definitiva a 4 anni di reclusione, il giovane era sottoposto all’obbligo di firma per altri reati precedenti, ma quel giorno venne arrestato in centro storico per i reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, commessi nei confronti dei carabinieri intervenuti su richiesta di alcuni cittadini allarmati dal sua condotta violenta. La ricostruzione dei fatti ha consentito ai militari di contestare al giovane anche una rapina impropria: poco prima dell’arresto il malvivente si era introdotto in un’abitazione, dove aveva rubato un cellulare e alcuni monili. La padrona di casa se lo trovò davanti e lui la aggredì per guadagnarsi la fuga, provocandole una contusione alla mano destra. Poco dopo il 20enne aggredì per strada un ragazzo in bicicletta: dopo averlo fatto cadere lo colpì con calci e pugni e si fece consegnare il portafoglio. Il malcapitato, soccorso da alcuni passanti, venne accompagnato al Pronto soccorso, con contusioni su tutto il corpo. Il giovane in Cassazione aveva provato a chiedere la seminfermità mentale per via della sua dipendenza da sostanze. Ma gli ermellini hanno dichiarato inammissibile il suo ricorso.

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