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Cicatrici permanenti dopo l’incidente in moto sul Brennero: giovane donna risarcita per il danno estetico

Riconosciuti dal giudice 115mila euro per "la sofferenza psicologica di non poter indossare in futuro una gonna corta o costumi da bagno"

Riportò ferite alle gambe che le procurarono cicatrici permanenti, a seguito di un incidente stradale di cui era rimasta vittima un paio di anni fa sul Brennero, il tribunale di Lucca le ha riconosciuto 115mila euro per danno estetico.

Secondo la sentenza 27/2021 emessa dal tribunale di Lucca (giudice Anna Martelli) va riconosciuto alla ragazza vittima di un incidente “la sofferenza psicologica per non poter indossare in futuro una gonna corta o costumi da bagno”. Nel caso di specie non vi è solo un danno biologico, secondo i giudici, ma anche un danno morale, relazionale ed esistenziale che è pienamente risarcibile.

Danno morale ed esistenziale “personalizzato” perché, appunto, il pregiudizio estetico è molto sentito dalla giovane donna vittima dell’incidente, che all’epoca aveva solo 18 anni. La donna era stata travolta mentre viaggiava in moto ed era stata sbalzata in un fosso, risultato: frattura scomposta della gamba oltre che lussazione della spalla. Il punto è che la frattura dell’arto ha tardato a consolidarsi mentre persisteva la sofferenza cutanea: scattata dunque in giudizio quella che tecnicamente viene definita la “personalizzazione in aumento” proprio perché la guarigione è più lenta del previsto e perché, a causa delle cicatrici, la ragazza non può più indossare gonne corte o andare in spiaggia in costume.

Secondo i giudici quindi sarebbe stato accertato che la giovane donna aveva subito un’importante lesione estetica ad una gamba, che si era fratturata nell’incidente stradale senza poi consolidarsi, nonostante un intervento chirurgico e un decorso clinico particolarmente lungo. Il giudice, recependo le osservazioni del Ctu nominato in corso di causa, ha riconosciuto “il particolare significato del pregiudizio estetico della giovane donna” (che aveva 18 anni di età al momento dell’incidente) e lo ha esemplificato nelle azioni “di andare in spiaggia in costume ed indossare gonne corte”.

Tutto ciò ha provocato, spiega la sentenza, “un verosimile maggiore impatto in termini di sofferenza psicologica, aggravato dal fatto che la danneggiata era già affetta da alcune problematiche di salute. Così il danno complessivo risarcibile, applicando un coefficiente di invalidità parziale pari al 25%, è stato personalizzato, ossia individualizzato in riferimento alla persona del danneggiato, nella misura di circa 115mila euro”.

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