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Disabile rimandata a casa senza la seconda dose di Pfizer: data cambiata a sua insaputa

Nessun sms dal portale della Regione e nessuna comunicazione dal personale sanitario quando è stata somministrata la prima dose

Seconda dose di Pfizer? Rimandata a… luglio, senza nessun preavviso. È quanto accaduto ieri (17 giugno) all’hub vaccinale di Campo di Marte, quando una signora in sedia a rotelle si è presentata all’appuntamento con tutta la documentazione necessaria ad attestare la sua ‘elevata fragilità’. Tra le scartoffie, anche la prenotazione del vaccino stampata dal portale regionale il giorno della prima dose, ricevuta lo scorso 27 maggio, sulla quale era chiaramente riportata la data del 17 giugno per il richiamo.

Nessun sms di avviso, nessuna email da parte della Regione Toscana per informare sulle nuove tempistiche divenute effettive dal 13 maggio, che allungano a 42 giorni il tempo tra la prima e la seconda dose di Pfizer. Ma solo per chi si fosse prenotato da quel giorno in poi. La signora, invece, si era prenotata il 3 maggio. “Sarebbe bastato anche un post-it scritto a penna il giorno in cui è stato somministrato il primo vaccino – commenta la figlia della signora – o anche un’indicazione a voce in quella sede. E invece nulla: come accompagnatrice di una persona con varie patologie e difficoltà motorie ero anch’io presente nella sala vaccinazioni la prima volta. Nessuno ci ha detto che il richiamo non sarebbe stato a 21 giorni, come scritto nella prenotazione, ma a 42”.

Un episodio spiacevole e del tutto evitabile con qualche piccola accortezza in più. “Avevo letto su quotidiani autorevoli – spiega ancora la figlia della signora – che in Toscana il richiamo per chi si fosse prenotato prima del 13 maggio sarebbe rimasto invariato a 21 giorni. Avevo prenotato il vaccino per mia mamma il 3 maggio, ben dieci giorni prima, e non avendo ricevuto alcun alert né indicazione contraria, mi sono presentata ieri come stabilito. Con noi la certificazione della prima dose con la vaga indicazione di validità dall’11 giugno all’8 luglio, intervallo di tempo utile per il richiamo, ma nessuna istruzione precisa su eventuali nuovi appuntamenti”.

Da 'Il Sole 24 ore'
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“Nessuna recriminazione – precisa – verso il personale del Campo di Marte, dedito anzi con grande professionalità e umanità alla campagna vaccinale”. Solo un po’ di amarezza per una dinamica che coglie in fallo il cittadino che si sarebbe aspettato di ricevere una comunicazione così importante attraverso lo stesso canale che lo ha informato dell’avvenuta prenotazione. “Sono rimasta di sasso e in un primo momento mi sono limitata a prendere atto del qui pro quo, senza ribattere. Poi – prosegue nel racconto la figlia – una volta a casa ho voluto controllare le fonti ufficiali e sul sito della Asl Toscana nord ovest ho trovato una comunicazione che avvalorava una certa ambiguità. Si parla infatti di 42 giorni di intervallo tra la prima e la seconda dose per ‘le persone che prenoteranno la prima dose di Pfizer o Moderna da giovedì 13 maggio’. A far fede è quindi la data di prenotazione? Se sì, mia madre avrebbe dovuto ricevere ieri la seconda dose, perché si è prenotata il 3 maggio, ben dieci giorni prima dell’avvento delle nuove regole. Ma leggo anche: ‘nulla cambierà, invece,  per chi ha già fatto la prima dose di vaccino Pfizer o Moderna nei giorni antecedenti a lunedì 10 maggio’, quindi significa che per gli altri sì, inclusi coloro che si sono prenotati prima? A quanto pare è così, ma non è un passaggio di immediata comprensione”.

“Qualcosa non ha funzionato. Non si può pensare di affidare notizie così importanti a un solo comunicato stampa, che ovviamente può sfuggire, né si può pensare che il personale sanitario, soggetto al forte stress di questo lungo periodo, sia infallibile nel comunicare a tutti la data della seconda dose dopo la somministrazione della prima. A mia mamma non hanno detto niente, succede, è umano. Non voglio farne una tragedia e anzi – dice ancora la figlia – accolgo come un privilegio la possibilità di ricevere gratuitamente il vaccino. Ma proprio perché nessuno rimanga indietro sarebbe opportuno uno sforzo in più e informare dei cambiamenti sopraggiunti in corsa con un sms o una email automatica”.

Soprattutto se il cittadino in questione ha prenotato la vaccinazione come ‘soggetto a elevata fragilità’. Un’espressione che raccoglie situazioni anche complesse e molto diverse tra loro, accomunate da maggiori rischi nell’esposizione al virus. Ecco quindi che uscire di casa per recarsi a vuoto in un hub vaccinale, frequentato da molte persone, può non rappresentare un toccasana. “Certamente le regole, anche se comunicate male, vanno rispettate e valgono per tutti. Ma se è vero che non c’è ingiustizia peggiore del fare parti uguali tra diseguali – conclude la figlia della signora – questa piccola storia può aprire qualche spunto di riflessione”.

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