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Si rivolge al tribunale per ottenere i documenti integrali del mutuo, il giudice gli dà ragione

Decreto ingiuntivo e condanna alle spese legale per un istituto di credito cittadino che non aveva ottemperato alla consegna dei documenti richiesti

Per ottenere i documenti del mutuo dalla banca è costretto a rivolgersi ai giudici.

Hai ricevuto una lettera di diffida dalla tua banca con cui ti viene richiesto il rientro dal finanziamento o dal mutuo? Sei indietro con le rate e ora ti tocca pagare gli interessi di mora e le commissioni per lo scoperto? L’importo è lievitato, in breve tempo, di diverse migliaia di euro: molto più di quanto ragionevole per una semplice morosità. Percepisci che qualcosa non quadra così ti rechi allo sportello per chiedere spiegazioni. Il dipendente si trincera però dietro al contratto stipulato: “La banca è tutelata con apposite clausole”, clausole che però non ricordi di aver mai firmato. Così pretendi di avere una copia della documentazione, visto che la tua è finita in qualche archivio o è stata distrattamente buttata. Il funzionario fa spallucce: “La banca ha la sua copia; tu dovresti avere la tua”. Ma non è così per la legge. Questo l’immaginario dialogo tra un commerciante di Lucca e la sua banca che solo dopo un intervento del tribunale cittadino potrà avere finalmente accesso alla documentazione completa che lo riguarda. Ma c’è voluto addirittura un decreto ingiuntivo.

Dopo aver saltato alcune rate del mutuo, per difficoltà finanziarie, legate al tragico momento economico di questi straordinari periodi di crisi, un commerciante lucchese per ottenere i documenti integrali dalla sua banca è stato costretto a chiedere e ottenere un decreto ingiuntivo per farsi consegnare la documentazione completa. Il giudice Giampaolo Fabbrizzi del tribunale di Lucca, infatti, nei giorni scorsi, ha ordinato ad un istituto di credito nazionale, con sede in città, la consegna, entro 40 giorni, della copia dell’originario contratto di mutuo comprensivo di allegati in relazione al piano di rimborso e piano di ammortamento e copia delle originarie convenzioni sulla determinazione del tasso ultralegale e commissioni e copia del piano di ammortamento aggiornato, condannando la banca a circa mille euro di spese legali.

La necessità del ricorso per decreto ingiuntivo, si è resa necessaria in quanto l’istituto di credito, rispetto alla richiesta di copia della documentazione bancaria del cliente, non ha consegnato nulla nonostante siano trascorsi oltre 90 giorni dall’invio della richiesta stessa. Esistono infatti due tipi di comunicazioni che la banca deve fornire al cliente: le comunicazioni periodiche, che sono svincolate da qualsiasi richiesta del cliente: si tratta di una comunicazione annuale con la sintesi dello svolgimento del rapporto e di una comunicazione periodica (annuale, semestrale, trimestrale o mensile) con l’estratto conto; le comunicazioni a richiesta del cliente: in particolare, il cliente, i suoi eredi o chi subentra nell’amministrazione dei suoi beni ha diritto di ottenere, a proprie spese (solo costi di reperimento e produzione della documentazione), entro il termine di 90 giorni dalla richiesta, copia della documentazione inerente le singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni.

Secondo la suprema Corte di Cassazione, che ha orientato la decisione del giudice lucchese e di altri casi simili, il cliente ha sempre diritto ad avere dalla banca i documenti sulle sue operazioni degli ultimi 10 anni, anche in corso di causa, fornendo la sola prova dell’esistenza del rapporto contrattuale. Ora il commerciante potrà “fare i suoi conti”, carte alla mano, e farli valutare da un suo consulente per le azioni legali ulteriori che eventualmente riterrà opportune.

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