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Vagli, stop ai domiciliari per Mario Puglia: potrà tornare in Consiglio

L'opposizione: "Vogliamo sperare che la Procura operi con la massima cura e al tempo stesso celerità per togliere una popolazione intera da questa situazione di incertezza che non giova alla serenità di nessuno"

L’ex vicesindaco ed ex sindaco del comune di Vagli Sotto, Mario Puglia, è stato rimesso in libertà dagli arresti domiciliari per decorrenza dei termini di legge. Puglia potrà rientrare in consiglio comunale.

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Sul tema interviene il gruppo di opposizione Per Vagli e Roggio: “È notizia di ieri che l’ex vicesindaco ed ex sindaco del comune di Vagli Sotto è stato rimesso in libertà dagli arresti domiciliari per decorrenza dei termini di legge (ovvero per più di 6 mesi di arresti domiciliari non si possono fare per legge quando si è ancora in fase di indagine). Era stato messo agli arresti già una prima volta e gli erano stati confermati con la motivazione che anche dagli arresti continuava a dirigere l’orchestra con la stessa musica di sempre impartendo istruzioni da remoto. La minoranza consiliare del comune di Vagli Sotto è garantista dei diritti del cittadino e quindi ritiene che la legge vada applicata in tutti i suoi aspetti nei confronti di chi a seguito di regolare processo anche se possa poi risultare colpevole di quanto contestatogli inizialmente da chi la legge la rappresenta nella fase di indagine, la Procura. Sempre da notizie di stampa si apprende che il tribunale di Firenze in sede di riesame il 28 di maggio aveva confermato l’arresto e con ciò ci parrebbe che la Procura di Lucca avesse fatto le cose per bene a garanzia del rispetto della legge. Oggi stesso si legge che non decade l’impianto di accuse”.

Per Vagli e Roggio consiglio comunale

Il rientro dell’ex vicesindaco ed ex sindaco in consiglio comunale è per certi versi una cosa positiva perché agirà di nuovo in prima persona senza intermediazione alcuna – proseguono -. Vogliamo sperare che la Procura operi con la massima cura e al tempo stesso celerità per togliere una popolazione intera da questa situazione di incertezza che non giova alla serenità di nessuno. Al momento dell’inizio delle indagini, sempre notizia di stampa, si ebbe la notizia che della situazione sarebbe stata prontamente interessata anche la Prefettura di Lucca e non se ne è più saputo niente. Vale in questo caso la citazione fatta dal Giusti nel S.Ambrogio al Prefetto di Milano riferendosi al fatto che faceva il nesci alla sua richiesta se aveva letto il libro dei promessi sposi del Manzoni? Oppure a suo avviso non vi sarebbero gli estremi legali per sciogliere il consiglio comunale e quindi avrebbe ravveduto il classico ‘Fumus Persecutionis’ nei confronti di un povero cristiano e di un’altra trentina di poveracci? Piena fiducia nell’operato della magistratura. Per chi non lo sapesse il Giusti si rivolge al Prefetto di Milano in questo modo: ‘Che fa il nesci Eccellenza? O non lo Ha letto ? Ah intendo ,il suo cervel, Dio lo riposi ,in tutte altre faccende affaccendato a questa roba è morto e sotterrato'”.

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