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Capigruppo di maggioranza via dal Consiglio per l’intervento di Colombini: arriva la richiesta di risarcimento danni per 25mila euro

Il presidente del Puccini e la sua Lucca Festival si è ritenuto diffamato dall'intervento politico dei consiglieri Bianucci, Cantini e Guidotti: a settembre l'udienza per la conciliazione obbligatoria in Camera di Commercio

Dalla polemica politica alle aule di tribunale, fin troppo spesso, il passo è breve. Potrebbe accadere così anche stavolta se avrà un seguito la battaglia legale avviata dal presidente del Puccini e la sua Lucca Festival, Andrea Colombini, nei confronti dei tre capigruppo di maggioranza del Comune di Lucca Daniele Bianucci (Sinistra Con Tambellini), Claudio Cantini (Lucca Civica) e Roberto Guidotti (Pd).

La notizia è trapelata proprio a ridosso dell’ennesima manifestazione organizzata sugli spalti delle mura dall’organizzatore di eventi. Colombini avrebbe depositato in Camera di Commercio una richiesta di conciliazione obbligatoria chiedendo un risarcimento danni nei confronti dei tre consiglieri pari a 25mila euro per diffamazione a mezzo stampa e per il danno di immagine che gli sarebbe derivato dalla descrizione fatta in un comunicato stampa dai tre consiglieri, all’atto di abbandonare l’assise on line in cui lo stesso Colombini era stato invitato a parlare del futuro della città. L’incontro preliminare è stato fissato per il mese di settembnre.

Una protesta plateale, e condivisa dagli altri consiglieri di maggioranza che pure sono restati collegati a mantenere il numero legale della seduta, arrivata al termine di settimane di polemiche e discussioni, anche accese, sul tema del contrasto alla pandemia, del lockdown e delle imminenti vaccinazioni. Un gesto politico, quello dei capigruppo, che non aveva mancato fin da subito di scatenare le polemiche, ma che potrebbe considerarsi fra le prerogative dei rappresentanti eletti. Una valutazione che spetterà a chi sarà chiamato a decidere sul tema.

I consiglieri, nell’atto di disconnettersi dalla seduta, avevano definito le posizioni pubbliche di Colombini “inaccettabili, gravi e pericolose”, oltre che “irrispettose” nei confronti degli operatori sanitari e dei morti per Covid.

L’annuncio della querela di Andrea Colombini, che potrebbe trovare spazio nelle aule di tribunale qualora, come è assai probabile, non andasse a buon fine il tentativo di conciliazione obbligatorio in Camera di Commercio, era arrivato a margine della stessa diffusione della nota. Colombini aveva dato mandato ai legali di agire a tutela dei suoi interessi “visto anche il mio ruolo pubblico – aveva scritto – di influencer e di persona nota ad un vasto pubblico”.

Quella nei confronti dei tre consiglieri comunali, peraltro, non sarebbe l’unica richiesta di risarcimento partita in questi giorni da parte del presidente del Puccini e la sua Lucca Festival: avrebbe messo nel mirino altri soggetti (anche per cifre superiori) da cui si è ritenuto diffamato in questi mesi di dibattito, spesso mantenuto sopra le righe.

Al di là delle querele di parte Andrea Colombini ad aprile scorso era stato denunciato dalla polizia per l’organizzazione di una manifestazione non autorizzata all’ex campo Balilla. Nella stessa l’appello lanciato era quello contro le restrizioni del governo legate al diffondersi della pandemia e per la libertà. Rigorosamente senza mascherina. Si presenterà così anche in Camera di Commercio o, eventualmente, nelle aule di tribunale?

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