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Presunte molestie alle dipendenti di un locale, il flash mob scatena la polemica social foto

Due ex lavoratrici raccontano all'associazione un 'sistema' di pressioni ritenute fastidiose e inopportune. I titolari del locale e le attuali assunte: "Del tutto estranei a quello che ci viene contestato"

Una vicenda molto delicata ma che ha già avuto i suoi effetti in pubblico. Venerdì (13 agosto), infatti, si è svolto in piazza San Martino un flash mob antiviolenza dell’associazione Non Una di Meno.

Al centro della protesta ci sarebbero presunte molestie sessuali a ex dipendenti di un locale cittadino, l’Undici Undici di piazza Antelminelli. Presunte molestie, va precisato subito, raccontate ma in alcun modo formalizzate con una denuncia alle forze dell’ordine e di cui non c’è traccia se non sui social degli ultimi quattro giorni, a cavallo del Ferragosto.

Le premesse. Una ragazza, già dipendente del locale, racconta la sua esperienza in forma anonima al gruppo di attiviste Non Una di Meno  Lucca che, su questo racconto, ha incentrato la manifestazione di protesta di venerdì scorso (13 agosto) davanti al locale, dal titolo Un violador en mi camino.

Nella denuncia pubblica si parla di un ‘sistema’ di pressioni e molestie. Un racconto circostanziato che, dopo il flash mob, è stato rafforzato dalla seconda testimonianza di un’altra ex dipendente. Comportamenti inappropriati che avrebbero turbato profondamente le due ragazze tanto da portarle a condividere pubblicamente la loro storia attraverso il movimento femminista.

La reazione dell’Undici Undici si è inizialmente incardinata in un post pubblico: “Ribadiamo la politica della società da sempre improntata al massimo rispetto per i diritti di tutti i propri dipendenti e alla massima attenzione per la violenza di genere sempre apertamente condannata e ringraziamo tutti quelli che nelle ultime ore si sono sentiti di inviare messaggi di solidarietà e di confermato rispetto a seguito del dilagare sui social di post e video i cui contenuti sono estranei alla reale anima del locale. Per questi motivi la società sta valutando le azioni necessarie e opportune per la tutela della professionalità e dell’immagine dell’azienda, dei titolari e dei dipendenti stessi“.

Più tardi i titolari dell’Undici Undici precisano ulteriormente il concetto: “Noi – dicono – come Undici Undici siamo del tutto estranei a tutto quello che ci viene contestato in questi giorni. Siamo sempre stati rispettosi verso tutt* e attenti a tutto quello che accadeva nel nostro locale. Riprova di ciò è che siamo qui a metterci la faccia continuando a lavorare nonostante le gravi difficoltà che questa situazione ci sta provocando”.

Allo stesso modo anche le attuali dipendenti, otto ragazze, anche in questo caso con un post pubblico diffuso da una di loro, si sono dissociate dalla realtà descritta dalle ex colleghe. “Le dipendenti, trovandosi coinvolte in prima persona nelle dichiarazioni anonime rilasciate da una ex collega, si dissociano completamente da tali affermazioni e dall’immagine totalmente distorta che traspare del locale in cui lavoriamo e dei gestori stessi, che reputiamo da sempre persone limpide e rispettose dei propri dipendenti, tutt*, senza alcuna discriminazione di genere – scrivono – Sentendoci chiamate in causa dagli ultimi avvenimenti ci teniamo, nessuna esclusa, a ribadire che lavorando nel locale alcune da molti anni, non abbiamo mai vissuto né assistito a episodi simili a quelli coinvolti nelle recenti dichiarazioni“.

Una vicenda dai contorni ancora tutti da chiarire e che, a questo punto, difficilmente potrà restare lontana da un’aula di tribunale.

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