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Undici posti letto in più rispetto a quelli autorizzati, segnalato all’autorità un agriturismo di Capannori

Sono 272 le violazioni in tutta Italia, 17 strutture sospese o sequestrate. Ma si salva il rispetto dei green pass

Dai 22 posti letto autorizzati nella sua struttura ricettiva, ne ha raggiunti 33. Per questo è stato segnalato all’autorità amministrativa, che ha richiesto un provvedimento di inibizione all’uso delle unità abitative eccedenti. È successo al titolare di un agriturismo di Capannori, finito nella rete di controlli condotti dai carabinieri del Nas d’intesa col ministero della salute in tutto il territorio nazionale, su villaggi turistici, campeggi, agriturismi e simili strutture tradizionalmente vocate alla ricettività vacanziera.

Oggetto di verifica anche i relativi esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e i servizi forniti a favore degli utenti, come le camere le piscine e le aree ricreative. Per un totale di 724 strutture e aziende ispezionate e il 28% di violazioni  accertate. Di cui 17 oggetto di provvedimenti di sequestro o di sospensione dell’attività a causa di gravi irregolarità e di incompatibilità con la prosecuzione del servizio. Le 301 violazioni penali e amministrative contestate per un ammontare di 150 mila euro hanno riguardato numerose inosservanze emerse nel corso delle verifiche dei Nas.

In particolare, la mancata attuazione delle misure di contenimento alla diffusione da Covid-19, che prevede l’uso di dispositivi di protezione individuale e di mascherine facciali, la presenza di dispenser per la disinfezione delle mani e delle informazioni per la clientela, la predisposizione di procedure di disinfezione, di mantenimento del distanziamento e la formazione degli operatori.

La metà delle violazioni contestate sono attribuibili a carenze igienico-sanitarie e strutturali di ambienti adibiti alla preparazione e somministrazione dei pasti, spesso improvvisati o ampliati abusivamente rispetto alle previsioni, collocati in spazi ristretti a volte anche privi di acqua potabile. Nei casi più gravi, sono stati rinvenuti alimenti detenuti in cattivo stato di conservazione e proposti fraudolentemente come freschi, mentre in altri mancava l’indicazione sulla presenza di allergeni o la tracciabilità del prodotto. All’esito degli interventi, i Nas hanno eseguito il sequestro di 1890 chili di alimenti irregolari.

Dei 17 provvedimenti di chiusura e sospensione delle attività, 11 riguardano ambienti destinati alla lavorazione e gestione degli alimenti e dei pasti. Nelle restanti situazioni sono state disposte nei confronti di spazi alloggiativi e di pertinenze quali piscine abusivamente attivati.

Valutato anche il rispetto della recente normativa che disciplina gli accessi alle aree interne dei servizi di ristorazione, aree benessere, centri ricreativi, prevedendo l’obbligo della presentazione della certificazione verde Covid-19. Nei villaggi turistici, campeggi e agriturismi, tutti gli avventori presenti sono risultati muniti di green pass.

 

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