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A Santa Maria del Giudice la targa in ricordo dell’operaio Eugenio Viviani foto

Insieme al collega Antonio Pellegrini perse la vita l'1 settembre 2017 mentre stava lavorando agli allestimenti per Santa Croce. Oggi tutta la comunità in piazza per celebrarne il ricordo

C’era tutto il paese in piazza questa mattina (1 settembre) per dare il benvenuto alla targa in ricordo di Eugenio Viviani, operaio morto esattamente quattro anni fa insieme al collega Antonio Pellegrini precipitando dalla gru sulla quale erano saliti per installare gli ultmi lumini in via Vittorio Veneto, in vista della processione di Santa Croce.

targa per Eugenio Viviani a Santa Maria del Giudice

Targa che è stata inaugurata proprio nel cuore di Santa Maria del Giudice, in via Catro, dove Eugenio è nato e cresciuto insieme ai ‘catresi’ che stamani, come ogni anno da quel maledetto 1 settembre 2017, lo ricordano insieme ai familiari delle due vittime. L’intitolazione è frutto di una mozione bipartisan votata all’unanimità dal consiglio comunale nella primavera del 2020, per tenere viva la memoria sul tragico incidente che segnò l’inizio di un Settembre lucchese più grigio per la città.

A scoprire la targa il figlio, Nicolò, affiancato dalla moglie di Eugenio e dai familiari di Antonio, primi a deporre un mazzo di fiori nel piazzale. Insieme a loro oltre al sindaco Alessandro Tambellini, il consigliere Pd Gianni Giannini e Giovanni Minniti della Lega, primi firmatari della mozione, era presente una grande rappresentanza del consiglio comunale e del territorio, con la Misericordia di Santa Maria del Giudice e il gruppo volontari antincendio di Vorno.

“Oggi per noi è un giorno di festa perché dopo un tragico evento Eugenio torna nella sua comunità con una presenza costante, e con lui anche il suo collega Antonio – afferma Giannini -. E non c’è posto migliore per lui che il piazzale dove è nato e cresciuto, tra i suoi affetti più cari e tra le memorie passate e future del paese. Mi fa piacere vedere tante persone presenti, perché è il segno della vicinanza e l’affetto che il paese e la città ha saputo dare e continua a dare a Eugenio e Antonio – aggiunge il primo cittadino -. Ricordo ancora quel tragico giorno quando mi misero al corrente dei fatti. Non potevo crederci. Nel mese di festa della città, due uomini che stavano lavorando per rendere ancora più bello il Settembre lucchese, persero la vita precipitando da una gru. È nostro dovere, quindi, ricordarli per sempre”.

Ricordo che i familiari hanno preferito consegnare a una lettera, letta ad alta voce dal consigliere Giannini, nella quale forte era l’emozione per l’attenzione che comunità, amici e amministrazione hanno continuato a dare nel tempo a Eugenio e Antonio, morti sul lavoro. Le chiamano ‘morti bianche’, le loro, per alludere all’assenza di una ‘mano direttamente responsabile dell’incidente’. Incidenti mortali che, in sette mesi dall’inizio anno in Italia, secondo il rapporto Inail uscito ieri (31 agosto), sono già 677. Anche loro, in qualche modo, sono vivi nella targa insieme a Eugenio.

In via Vittorio Emanuele, questa mattina, è stata deposta una corona di fiori in ricordo dei due operai rimasti uccisi.

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