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Rossi (Cgil): “Morti sul lavoro, servono punizioni esemplari per gli imprenditori”

Il segretario generale provinciale di Lucca: "Basta parlare con frasi fatte soltanto dopo le tragedie"

“Ancora un morto sul lavoro, ancora una volta la pericolosa serie di gravissimi incidenti che sta colpendo tutta la Toscana (solo martedì un operaio è rimasto ucciso nel porto di Livorno), è culminata con il decesso di un lavoratore di 54 anni sul piazzale di una ditta operante nel settore del marmo a Pietrasanta”. Così Rossano Rossi, segretario generale della Cgil di Lucca commenta l’ennesimo infortunio mortale sul lavoro nella giornata in cui è stato proclamato lo sciopero dell’intero comparto lapideo apuoversiliese.

“Lo sdegno, il dolore e la rabbia che questi continui e tragici episodi generano non sono più tollerabili, tanto che si fatica a gestirli anche solo personalmente. Basta adesso, ma sul serio, con le frasi fatte, con le più profonde espressioni di dolore e con i non deve più accadere – afferma -.  Perché accade, e continuerà ad accadere fintanto che non verranno presi provvedimenti esemplari nei confronti degli imprenditori che continuano a sacrificare le vite altrui, quelle dei propri lavoratori, sull’altare mai ripudiato del profitto immediato e sicuro. Quindi, per favore, evitiamo gli inutili e irrispettosi piagnistei di governo. Basta con le sfilate mediatiche di politici incapaci e/o impotenti. Si lavori davvero e da subito per emanare leggi e provvedimenti, che sono del resto già stati indicati dalle organizzazioni sindacali e che richiedono solo l’utilizzo del buonsenso e della volontà politica.  In questo senso ci indignano ancora di più le ragioni alla base della sentenza sulla strage di Viareggio rese note nella giornata di lunedì.  Non serve un particolare acume per capire che queste motivazioni e quel verdetto sono essenzialmente frutto di una visione e di una condotta pratica che relegano la sicurezza e la salute dei lavoratori all’ultimo posto nella gestione e nella conduzione di attività lavorative di qualsiasi forma e sostanza”.

“Questa – aggiunge Rossi – è, purtroppo, la più perentoria conferma dell’assoluta mancanza di coscienza della gravità della situazione, della più bieca e subdola accondiscendenza ai dettami ed ai voleri del dio mercato e dei suoi sostenitori.  E tutto ciò lo dobbiamo scrivere proprio oggi, ancora una volta mentre piangiamo e salutiamo un altro lavoratore, un altro essere umano caduto in questa vera e propria guerra non dichiarata”.

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