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Un’altra pecora sbranata nella Piana, l’allarme: “E’ opera dei lupi”

Il direttore della Cia: "E' necessario prendere al più presto provvedimenti"

Prosegue la strage di pecore ad opera dei lupi nella Piana di Lucca, con un ultimo attacco messo a segno nel compitese durante l’ultima notte.

“L’attacco di questa notte dimostra come il pericolo legato alle incursioni dei lupi nella Piana non sia più qualcosa da immaginare, ma sia realtà e che sia necessario affrontare la questione nei tempi più brevi possibili, perché a correre rischi sono anche gli animali domestici e, alla fine, anche l’uomo”. A lanciare l’allarme è Alberto Focacci, direttore della Cia Toscana Nord, nel dare la notizia dell’ennesima pecora sbranata dai lupi a Castelvecchio di Compito.

 

“Oramai tutte le sere portiamo le pecore al chiuso – spiega Donato Lombardi che, assieme a Sauro Giorgi e Riccardo Gabbrielli, alleva le pecore a Castelvecchio di Compito, alle porte del Lago della Gherardesca – i capi sono tanti: ci siamo accorti solo stamani che una era rimasta indietro e, quindi, aveva trascorso la notte fuori. Siamo andati a cercarla e abbiamo trovato praticamente solo le ossa. Proprio il modo in cui è stata uccisa ci fa pensare che non si è trattato dell’attacco di un lupo solitario, ma di un branco e troviamo la cosa molto preoccupante”.

 

Per il direttore della Cia, Focacci, è necessario affrontare il problema sotto diversi punti di vista: “Innanzi tutto è importante che si comprenda che passeggiare per questi luoghi – afferma – ora come ora non può più essere fatto con la stessa tranquillità di alcuni anni fa e si deve assolutamente adottare comportamenti che tutelino, ad esempio, i nostri cani, tenendoli al guinzaglio, in modo che non incorrano in incontri né con i lupi, né con i cani da guardania, che, pur non essendo aggressivi, sono addestrati a fare la guardia al gregge e assalgono se percepiscono un presunto pericolo per il gregge“.

 

Stesso discorso e ancora più forte si può estendere anche per i bambini: “E’ importante comprendere che i bimbi devono essere tenuti sotto stretto controllo – prosegue Focacci – per gli stessi motivi. Il pericolo di incontrare un lupo, ora come ora, è reale, poiché abbiamo visto in questa estate come si muovano in branco, anche di giorno e si avvicinino pericolosamente alle zone frequentate dall’uomo. Analogamente, è bene che i bambini non si avvicinino alle pecore, perché la reazione del cane pastore può essere quella di protezione dell’animale, con le ovvie drammatiche conseguenze”.

 

Sul fronte della prevenzione, inolre, Focacci auspica che siano previsti contributi per realizzare recinzioni ancora più efficaci per tenere lontani dalle pecore i lupi.

 

“Bisogna comprendere – dice ancora il direttore della Cia – che l’allevamento degli ovini è fondamentale per la nostra economia locale e va a interessare una filiera decisamente importante, come quella del latte e dei formaggi di qualità che il nostro territorio produce. Di questo passo, però, rischiamo che gli allevatori siano costretti a lasciare la propria attività, perché abbandonati a loro stessi nell’affrontare questa emergenza. In questo modo, oltre a veder sparire numerosi prodotti tipici, dovremmo importarli, con un aggravio di costi e una perdita di qualità”.

(La foto si riferisce ad un altro recente attacco)

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