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Aggressioni a catena in carcere: agenti feriti dai detenuti

Lucca, il sindacato Osapp: "Situazione ormai divenuta insostenibile"

Un’altra aggressione ai poliziotti penitenziari da parte di alcuni detenuti del carcere di Lucca.

I fatti risalgono al tardo pomeriggio di ieri (17 settembre) quando due detenuti, trasferiti da altri istituti per motivi di ordine e sicurezza, già autori di altre aggressioni ai danni del personale di polizia penitenziaria, anche nello stesso istituto di Lucca, hanno tenuto in scacco la sicurezza intramuraria, rifiutandosi di entrare nelle proprie camere detentive fino alle 21.

Uno di essi, secondo quanto ricostruito dal sindacato, ha addirittura divelto un termosifone. Ma non è finita qui. Nella mattinata di oggi (18 settembre), altri due detenuti, anch’essi già noti per continue aggressioni nei confronti del personale, si sono resi protagonisti di episodi violenti: uno durante il colloquio famiglia ha dapprima aggredito i propri familiari e poi si è scagliato con calci e pugni addosso al personale di Polizia Penitenziaria intervenuto.

Successivamente, sempre secondo la ricostruzione di Osapp, ha aggredito anche il comandante di reparto che, insieme ad altri colleghi, ha riportato contusioni.
Un altro detenuto, ha tentato di aggredire gli agenti dell’ufficio matricola che, successivamente, hanno dovuto ricorrere alle cure sanitarie. Giuseppe Proietti Consalvi, vice segretario generale Osapp (organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria) va all’attacco: “Il personale – afferma – è stanco di subire invettive e aggressioni gratuite da parte dei detenuti, che sembrerebbero agire in tale modo perché graziati da eccessivo buonismo.  Chiediamo a gran voce che l’azione disciplinare abbia il suo corso affinché i detenuti rispettino le regole interne e questo a garanzia dell’ordine e della sicurezza. Questa situazione è intollerabile, non può più tardare un energico intervento dei vertici Regionali che sono ampiamente al corrente della grave situazione del carcere di Lucca”.

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