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Pendolare molestata alla stazione mentre aspetta il treno: “Cerco un avvocato per oppormi all’archiviazione”

L'uomo dopo alcuni apprezzamenti ha tentato di mettere le mani sotto la maglietta della donna ed è fuggito alle urla della studentessa. Non sarebbe nuovo ad episodi del genere

Brutta esperienza per una studentessa di trent’anni di passaggio alla stazione di Lucca, che racconta di aver subito molestie sessuali da un uomo di origini straniere, che abitualmente frequenterebbe la zona e non sarebbe nuovo ad episodi in cui importuna le ragazze pendolari.

I fatti risalgono ad un giorno estivo di fine luglio, quando la giovane, che frequenta l’università, si trova alla stazione di Lucca, in attesa del treno che la porterà a Pisa, per poi prendere la coincidenza per Livorno, dove abita.

“Sono arrivata alla stazione di Lucca all’incirca intorno alle 18, stavo aspettando il treno per tornare a casa a Livorno – racconta la ragazza -. Il treno per Pisa sarebbe arrivato di lì a pochi minuti, mi sono seduta su una panchina vicino al binario uno, quando vedo un uomo con una bicicletta, dalla carnagione scura, con un cappellino a visiera, che mi osserva insistentemente da lontano. Dopo un po’ si avvicina e mi fa alcune domande per attaccare bottone, chi sono, dove vado, mi racconta che anche lui sta aspettando il treno per Pisa”.

L’uomo parla un buon italiano, ma secondo la ragazza, ha un accento straniero. “Inizialmente penso che sia un normale pendolare che, abituato a prendere i mezzi pubblici, ogni tanto ha bisogno di socializzare. Piano piano però le sue domande si fanno molto più personali e fa apprezzamenti viscidi sul mio seno”.

Di fronte alle avance dell’uomo, la ragazza si mette in allerta e voltandosi intorno in cerca di sostegno, si accorge che non ci sono altre persone sulla banchina della stazione. “Mi sono accorta di essere sola e mi sono spaventata dalle sue parole, ho preso in mano il cellulare per chiamare aiuto, ma lui mi ha afferrato il braccio e ha cercato di mettermi le mani sotto la maglietta. Io ho gridato più forte che potevo, sono riuscita a divincolarmi dalla sua presa e sono scappata. Nel mentre fuggivo verso l’uscita della stazione, non dimenticherò mai il suo sguardo compiaciuto e il sorriso sdentato che mi ha mostrato”.

Fuori dalla stazione la studentessa incrocia alcuni ragazzi che l’hanno sentita urlare, anche un operatore delle ferrovie le viene incontro e la accompagna dalla polizia ferroviaria. “L’uomo è fuggito, con tutta probabilità, quando mi ha visto dirigermi verso la polizia ferroviaria. Per l’operatore delle ferrovie che mi ha soccorso non è un volto nuovo, ma spesso è stato notato alla stazione ad infastidire le ragazze e molte si sono lamentate, alcune sono state addirittura inseguite nei bagni. Gli agenti di polizia prendono la mia deposizione e si comportano molto gentilmente, mi spiegano che posso sporgere denuncia direttamente alla polizia di Livorno e che comunque, tra colleghi, si tengono informati”.

La giovane sporge regolare denuncia appena arriva a Livorno, ma non viene più contattata, pochi giorni fa riceve una lettera in cui, il pubblico ministero chiede l’archiviazione del caso al Gip.

“Con una lettera sono stata avvisata che il pubblico ministero ha chiesto al Gip l’archiviazione del caso e che questi ha 20 giorni per decidere. Mi sono recata alla polizia e anche dagli agenti, la cosa, è stata giudicata strana e mi hanno consigliato di prendere un avvocato per oppormi alla eventuale archiviazione. Io sono una studentessa e non ho molti soldi, sto cercando di mettermi da parte qualcosa per pagare le spese di un avvocato, non so come mai la mia denuncia non ha avuto seguito, forse non è stato possibile individuare quell’uomo. Però – aggiunge la ragazza vittima dell’aggressione -, mi ha detto l’operatore ferroviario, che si tratta di una persona conosciuta nella zona della stazione di Lucca e che non è nuovo a questo genere di molestie e aggressioni. L’unica cosa che chiedo, è se ci sono altre persone che possono aver subito un’aggressione da questa persona, di contattarmi e denunciarlo a loro volta, in modo che non possa ripetere più queste violenze”.

La zona della stazione di Lucca non è rinomata per essere un luogo sicuro, soprattutto per le frequentazioni e in molti casi polizia e carabinieri hanno operato arresti per spaccio. Dalla questura di Lucca confermano l’episodio della denuncia della donna, ma dicono: “ Si tratta di un episodio isolato. Non abbiamo altre segnalazioni”.

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