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Arpat: pm10, minimo l’impatto delle cartiere

I dati durante un incontro a Capannori: inquinano di più impianti a biomasse e i riscaldamenti domestici

“La pressione del comparto cartario sulla qualità dell’aria ambiente risulta essere notevolmente inferiore rispetto a quello derivante dalla combustione di biomassa, riscaldamento domestico o altri tipi di combustione non industriale”. E’ quanto è stato rilevato da Arpat all’osservatorio di rinascita ambientale del Comune di Capannori dove la scorsa settimana si è tenuto un evento di approfondimento sulle emissioni in atmosfera degli impianti industriali del comparto cartario presenti sul territorio della Piana di Lucca.

Nell’occasione il responsabile del dipartimento di Lucca, Alberto Tessa, ha presentato un’introduzione generale sulla normativa Aia, sulle istruttorie/verifiche in fase autorizzativa, ed ha esposto le procedure di autocontrollo e controllo in fase di esercizio, con particolare riferimento agli impatti su aria ed acque del comparto cartario, illustrando esempi specifici di aziende cartarie autorizzate su Lucca.

L’incontro si è reso necessario per dare risposte alle preoccupazioni che erano state sollevate in incontri precedenti organizzati dal Comune di Capannori anche con la cittadinanza, con riferimento ai parametri della qualità dell’aria ed in particolare sul possibile impatto delle emissione delle cartiere sui valori delle pm10 e pm2,5.

Durante gli interventi è emerso che varie aziende del comparto cartario presenti sul territorio sono dotate di sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni (Sme) e che gli inquinanti tipici delle emissioni in atmosfera risultano essere l’ossido di carbonio, l’ossido di azoto, composti organici volatili insieme al carbonio organico totale.

È stato chiarito che il monitoraggio attuale delle “fumane” (emissioni di vapore, tipiche delle cartiere) si fonda su studi che derivano da monitoraggi pluriennali per questa specifica tipologia di emissioni.

Come già fatto rilevare in un altro incontro a cui ha partecipato il settore Crtqa di Arpat, è stato sottolineato che la pressione del comparto cartario sulla qualità dell’aria ambiente risulta essere notevolmente inferiore rispetto a quello derivante dalla combustione di biomassa, riscaldamento domestico o altri tipi di combustione non industriale.

L’evento si è concluso sottolineando che l’esperienza derivante dai controlli e dai monitoraggi fatti da Arpat indica che gli impatti/pressioni ambientali sono più rilevanti per quanto riguarda la matrice acqua sia come consumi, sia come scarichi, rispetto alle pressioni a cui è sottoposta la matrice aria.

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