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Il chiosco ‘Da Piero’ a rischio sgombero: “Martedì la decisione del Tar, le istituzioni non ci hanno mai aiutato a trovare una soluzione” video

Domenica il saluto alla città con un appello a tutti quanti sono transitati dalla struttura: "Potrebbe essere il nostro ultimo giorno di apertura"

Lo storico chiosco da Piero rischia la chiusura dopo 66 anni di attività ininterrotta sugli spalti delle mura.

chiosco Da Piero conferenza stampa chiusura

Tutto si deciderà (19 ottobre) quando il Tar deciderà in via definitiva in merito all’ordine di sgombero della struttura che dal 1955 si trova fuori da Porta Santa Maria a Lucca: “un chiosco storico – dicono i proprietari Luca, Sonia, Eugenio Pepi e Della Maggiore – che negli anni è stato gestito in ottemperanza a tutte le normative, con regolari concessioni, autorizzazioni e licenze e che nonostante sia un’attività storica, un “patrimonio di memoria e cultura” della città, nessuno è stato in grado di difendere”.

“Lavoro, tradizione, cultura, artigianato, memoria – dicono – sono solo parole se poi quando c’è da tutelare un’attività artigianale tradizionale a conduzione familiare, non si vogliono trovare alternative e si condanna una realtà alla chiusura. La nostra storia parte dal lontano 1947 con mio nonno che dopo aver aperto un piccolo locale in via del Tiro a segno a Sant’Anna dove vendeva necci agli americani, si trasferisce con un piccolo banco nei pressi di Porta Santa Maria nel 1955 dove in quegli anni si sviluppava il principale  commercio di Lucca dopo quello all’interno del centro storico. Potevamo dire che il Giannotti era un prolungamento naturale che partiva da piazza Santa Maria e arrivata fino alle porte del fiume. In quest’area si sviluppavano le fiere, i mercati e il luna park, caratteristico evento del settembre lucchese insieme alle fiere. L’attività diventò un punto fisso in tale area, tanto da necessitare di una struttura a chiosco, attivando una modalità di esercizio molto usata in quegli anni. Una struttura che nel tempo si è adeguata alle normative in vigore e che tutt’oggi è in possesso regolare di tutti i permessi per continuare a lavorare. Oggi però si fa concreta la possibile chiusura, in base alla sentenza che sarà emessa martedì (19 ottobre, ndr) dal Tar. Siamo ad un punto di non ritorno”.

Chiosco “Da Piero”, il Comune: “Sono i gestori a non aver accolto le nostre proposte”

“Abbiamo passato anni – proseguono i proprietari – a stimolare le istituzioni affinché trovassero una soluzione per risolvere un contenzioso di sola natura burocratica su questa struttura a chiosco, che è stata sempre presente dagli anni successivi al dopoguerra. Abbiamo sempre ascoltato, a parole, la volontà di trovare soluzioni e ci siamo sempre sforzati di aspettare, ma alla fine ci è stata prospettata sempre solo un’unica soluzione e cioè quella di andare via da questo posto senza alternative e senza certezze per un futuro che per un’attività economica sono non un optional ma una cosa fondamentale. Ricordiamo a tutti di cosa si parla perché oggi la piazza la vediamo così piena di traffico e infrastrutture ma negli anni Cinquanta-Sessanta pullulava di attività a chiosco e banchi che si snodavano da subito fuori porta Santa Maria per tutto il marciapiede lato est della piazza per avere una continuità sia visiva che funzionale con il centro commerciale di Borgo Giannotti. Un collegamento quasi naturale che esisteva tra il centro storico e l’immediata periferia. Un’importanza che lo stesso continua ad avere tutt’oggi, grazie anche alla resistenza di molti fondi commerciali che credono in questa importanza. Fondi e strutture storiche come ex edicole attualmente riconvertite in attività di altro genere, peraltro”.

“Nell’area esterna alle mura – dicono ancora – dal nostro lato, era presente una grandissima area sterrata dove fino all’inizio degli anni Ottanta si sono svolte manifestazioni che all’epoca Lucca non aveva strutture dove ospitare; era utilizzata anche come parcheggio. Proprio per il Settembre Lucchese qui c’erano giostrai e ambulanti che esponevano la loro merce con le caratteristiche fiere che anche tutt’oggi vengono svolte comunque nell’immediato Borgo Giannotti. A fronte di ciò noi eravamo sempre qua. Questo chiosco è in regola con concessioni e licenze allo svolgimento di un’attività legata al settore alimentare. Quando si è trovato a cozzare con i regolamenti legati alle licenze edilizie che sono necessarie affinché una struttura sia presente con un volume su di un’area ci siamo sempre attivati per risolvere la situazione, rivolgendoci a uffici e assessori competenti. Ricordiamo che nel regolamento del commercio su aree pubbliche nel 2001 eravamo presenti come postazione a chiosco“.

Tutto è iniziato addirittura nel 1986 – spiegano i passaggi burocratici – l’allora amministrazione comunale ci invitò a fare una richiesta di condono. Dopo attese, integrazioni della pratica, leggi che continuavano a cambiare e a modificarsi, siamo giunti nel 2016/2017.
Dopo trent’anni in cui abbiamo chiesto alle diverse amministrazioni comunali certezze e soluzioni nel risolvere una situazione che non veniva sbloccata, la richiesta di condono viene rigettata in base a un parare dell’opera delle Mura nel 2018. L’Opera delle Mura viene da lì a poco chiusa ma ha ormai ha espresso un parere contrario che, a detta della dirigenza del Comune, non è possibile ignorare, così la richiesta di condono viene rigettata. Nel 2019/2020 il Comune vara la modifica del regolamento sullo svolgimento delle attività commerciali su aree pubbliche, togliendoci definitivamente dai giochi. La modifica del piano urbanistico e di tutti gli strumenti urbanistici è infatti tale da non destinare nemmeno un centimetro a realtà a chiosco presenti sul territorio. Insomma emana provvedimenti che non permettono spazi di manovra, facendoci però nel frattempo promesse che le soluzioni verranno trovate. La cosa più deludente in questi anni è stato proprio vederci stringere le norme intorno promettendoci soluzioni, che però lo stesso ente non vuole prendere”.

“C’è stata anche una possibilità importante, nel 1996 – ricordano ancora – quando il ministero dei beni culturali ha chiesto al Comune di Lucca una relazione delle situazioni a chiosco allo scopo di emanare regolamenti comunali sulla materia, come avvenuto in altre città. Ma la posizione del Comune di Lucca è e rimane che siamo presenti su di un’area demaniale monumentale che non può essere occupata con manufatti a chiosco, e quindi non può essere rilasciata concessione. Così il Comune ha prima emanato un procedimento amministrativo e poi un ordine di sgombero che abbiamo impugnato davanti al Tar e rispetto al quale attendiamo, martedì 19, la sentenza. Noi siamo e ci sentiamo e siamo vissuti come parte del tessuto della città. Non per niente, nel 2013 siamo stati chiamati dallo stesso Comune, tramite l’assessorato al commercio, ad essere presenti nella notte bianca per i 500 anni delle Mura con la tradizione dei frati. E siamo stati sempre lieti di fare parte di questa comunità, ben contenti di partecipare e dare un valore aggiunto a quella serata. Abbiamo sempre posto davanti più uno spirito di servizio che uno spirito prettamente legato al profitto, sacrificando l’intera famiglia a questa attività tradizionale”.

Domenica pomeriggio (17 ottobre), poi, ci sarà un saluto alla città, in cui i proprietari chiedono la vicinanza di tutti i cittadini: “Domenica pomeriggio 17 ottobre apriremo forse per l’ultima volta e vogliamo fare un appello a tutta la cittadinanza che in questi anni ci ha sempre manifestato affetto in quanto riconosce in questa attività e in questo chiosco un valore aggiunto fatto di ricordi legati alla tradizione lucchese. Generazioni di famiglie sono transitate da qua. Tutt’oggi osserviamo nonni che portano i nipoti, padri con i loro figli tutti che raccontano esperienze di propria vita legate a questa attività. Sappiamo quanto caro è questo posto ai lucchesi e pertanto facciamo un appello affinché possiamo trovare soluzioni alternative per garantire un futuro a questa “piccola istituzione” che poi è anche la nostra vita. Pertanto invitiamo tutti domenica dalle 16 alle 20 per offrire forse l’ultimo ricordo prima della decisione finale. Un momento per condividere con tutti un frate per ricordare un’attività storica di ben 66 anni che storica per le istituzioni non è mai stata“.

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