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Si finge suora e fa credere all’anziano che ha un figlio da una relazione clandestina: una coppia in manette per estorsione

Il complice si era presentato come giudice o maresciallo per ottenere il denaro. Entrambi ora sono ai domiciliari

Erano riusciti a convincere l’anziano di aver avuto una figlia da una relazione intrattenuta in passato con una venditrice ambulante di fiori morta da qualche anno.

Una coppia di truffatori, di 41 e 35 anni, è riuscita a vessare il malcapitato fin dal 2019, quando la vittima per la prima volta riceve la telefonata di una dei due, che si finge suora e gli racconta una storia del tutto inventata. L’unico obiettivo era quello di farsi consegnare, periodicamente, del denaro.

I loro ricatti sono finiti questa mattina (16 ottobre) quando i carabinieri della stazione di Lammari hanno eseguito nei confronti dei due altrettante ordinanze cautelari agli arresti domiciliari emesse dal gip di Lucca. I due, entrambi disoccupanti e abitanti a Lucca, sono stati accusati di estorsione aggravata in concorso.

I militari a seguito di una delicata attività d’indagine condotta attraverso attività tecniche, servizi di appostamento e controllo, riscontri testimoniali e attraverso l’esame dei tabulati telefonici, hanno raccolto indizi che hanno inchiodato i due alla lunga e continua sequela di richieste estorsive e di vessazioni a carico di un anziano, residente a Lucca.

I fatti, secondo quanto ricostruito, hanno inizio nel 2019 e proseguono fino al mese di ottobre di quest’anno. Stando a quanto ricostruito la vittima avrebbe ricevuto una fitta serie di telefonate da parte di una falsa “suora”, che col finto pretesto di avere in custodia un bambino neonato che gli aveva fatto credere essere il frutto di una relazione intrattenuta tra l’uomo e una venditrice ambulante di fiori deceduta in un’incidente, richiedeva continui versamenti di somme di denaro, dietro la giustificazione che questi soldi sarebbero stati impiegati per il mantenimento del pargolo.

Per annullare eventuali resistenze della vittima, le richieste venivano accompagnate da minacce di morte, nonché dalla minaccia di pubblicizzare questa relazione illegittima, per ledere la reputazione dell’uomo. In altre occasioni la suora veniva sostituita dall’uomo che si presentava come farmacista, maresciallo dei carabinieri, giudice, che fingendo di avere questa autorità ingiungeva il pagamento di somme di denaro, sempre con la medesima giustificazione.

Nel corso delle indagini i militari sono riusciti a ricostruire numerosi pagamenti per migliaia di euro, che la vittima ultraottantenne, in condizioni di estrema vulnerabilità data dall’avanzata età, ha effettuato nel tempo ai due presunti estorsori. Proseguono le indagini dei carabinieri per verificare l’eventuale esistenza di altri complici. Gli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati accompagnati nell’abitazione di residenza in regime di arresti domiciliari.

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