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Operai morti per l’esposizione all’amianto all’ex ospedale psichiatrico: guerra di perizie in Appello

Il giudice ha nominato un consulente e la Provincia si è affidata ad un medico legale

Sarà battaglia di perizie di fronte ai giudici della corte d’Appello di Firenze. Il caso degli operai di Maggiano morti per l’amianto tiene ancora banco alla sezione lavoro della corte di Firenze, dopo che  familiari di  due delle presunte vittime, scomparse secondo i suoi congiunti e successivi accertamenti che avevano loro riconosciuto una malattia professionale per l’esposizione all’amianto durante il lavoro all’ex ospedale psichiatrico di Maggiano avevano deciso di impugnare la sentenza di primo grado emessa nel luglio di un anno fa dal tribunale del lavoro di Lucca davanti il quale avevano citato la Provincia di Lucca, l’Asl e la Regione Toscana.

Palazzo Ducale – che è uno dei tre enti chiamati in causa dai familiari – ha nominato, come dovuto in casi come questo, il perito di parte. Si tratta del medico legale Enrico Franchi di Firenze per esaminare il caso sottoposto al secondo grado di giudizio.

Questo in seguito alla decisione del giudice di nominare come perito per uno dei due procedimenti relativi al decesso di un ex elettricista il professor Paolo Romagnoli e disposto l’inizio delle operazioni peritali il 4 novembre prossimo.

A dicembre del 2020, infatti, era stato notificato alla Provincia il ricorso in appello promosso dalla famiglia dell’ex elettricista che per 30 anni aveva lavorato all’ex ospedale psichiatrico a contatto con l’amianto e, secondo la tesi della famiglia, senza alcuna protezione. Erano altri tempi e l’amianto veniva usato all’epoca come conduttore. I lavoratori in questione (per due era stata avviata una causa di lavoro) avevano lavorato prima come caldaisti a Maggiano e poi come elettricisti, nella fase in cui l’ex ospedale psichiatrico si stava ormai smantellando.

Il caso dei due lavoratori era finito all’attenzione del tribunale del lavoro di Lucca la cui sentenza però era stata impugnata dalla famiglia. Che chiede alla Provincia (come uno dei soggetti che aveva avuto tra gli anni 60 e 70 in carico la struttura) un risarcimento di 112.455 euro a titolo di danno biologico, e di 9.616 a titolo di danno patrimoniale.

 Palazzo Ducale, per la propria difesa, si è rivolta agli stessi legali che avevano curato gli interessi dell’ente nel primo grado di giudizio: l’avvocato Lorenzo Corsi e l’avvocato Umberto Galasso di Firenze.

 

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