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Frodi informatiche e truffe, in un anno 1.586 denunce in provincia di Lucca

Violazione di dati personali e privacy, 130 casi sul tavolo degli inquirenti

Frodi informatiche e truffe, o tentativi di truffa, via web, lo scorso anno nella sola provincia di Lucca sono state presentate 1.586 denunce. Analizzando il recente report de Il Sole 24 ore che colloca la provincia lucchese al 46esimo posto in Italia, nella classifica per province relativa alle frodi informatiche, viene fuori la media di 410,2 denunce per ogni centomila abitanti, nel 2020.

Questa tipologia di reati, già da alcuni anni, rientra nell’articolo 640 del codice penale che punisce il reato di truffa. A questi bisogna poi aggiungere le 130 denunce per delitti informatici, cioè quelli che violano i dati personali e la privacy, che invece rientrano da tempo nell’articolo 615 del codice penale, che punisce le interferenze illecite nella vita privata, l’accesso abusivo ai sistemi informatici, e la violazione di domicilio. In questa classifica la provincia di Lucca ha una posizione più alta, peggiore, rispetto alle frodi, cioè al 39esimo posto, sempre secondo il dossier sui crimini in Italia per provincia relativa all’anno scorso e di recente pubblicazione. I crimini informatici sono tanti e presentano mille sfaccettature. Per contrastarli con efficacia è stato necessario, per gli analisti delle denunce presentate alle autorità giudiziarie e di polizia, raccoglierli in alcune categorie principali.

Vediamo di seguito quali sono i tipi di reati informatici più rilevanti numericamente e più pericolosi. La frode informatica (o cyber-frode) è paragonabile al reato di truffa, ma in campo informatico. Consiste nell’alterazione di sistemi telematici volta ad appropriarsi di informazioni personali, come password e altre credenziali d’accesso, e con l’obiettivo di trarne vantaggio, a discapito del soggetto che ha subito il trafugamento dei dati. Uno di questi reati è conosciuto come phishing (pesca) e, se effettui operazioni bancarie tramite home banking (solo per fare un esempio), devi temerlo e prestare la massima attenzione. L’accesso abusivo ad un sistema informatico è un altro pericoloso cyber crimine, conosciuto anche come “computer crime”, dimostrabile individuando l’indirizzo ip dell’autore. Ma non è sempre così facile, basti pensare ai pirati informatici di professione, agli hacker e ai cracker, le cui competenze sono paragonabili a quelle degli investigatori informatici che lavorano per proteggerci. Un esempio di questo reato è l’introduzione illecita ai profili social di utenti ignari, abuso che può essere commesso anche da un soggetto poco esperto della materia. Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso informatici e telematici. Se un malintenzionato entra in possesso di credenziali personali e codici di accesso e persiste nella detenzione o addirittura nella diffusione degli stessi, commette un altro grave reato penale di tipo informatico.

Con la detenzione e diffusione abusiva dei codici di accesso informatici e telematici è possibile lucrare sulla vendita dei dati (ad esempio password delle carte di credito) a terze persone, le quali possono lucrare a loro volta (ad esempio clonandole e utilizzandole). Diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema. Per infiltrarsi in un dispositivo elettronico è necessario servirsi di software specifici, come ad esempio un malware. Si tratta di mezzi ideali per commettere un reato informatico, in quanto apparentemente innocui poiché nascosti all’interno di programmi e file che utilizziamo di continuo e , spesso, con noncuranza. Apri e condividi un documento di testo? Rispondi ad una mail? Beh, potresti avere aperto le porte del tuo computer ad un ospite indesiderato. Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche. Questo cyber crimine avanzato si configura spesso nelle attività di spionaggio, caratterizzate dall’intercettazione di informazioni criptate o dalla loro manipolazione. Il veicolo maggiormente utilizzato è lo spyware, e lo si è visto in azione in alcuni attacchi informatici famosi che hanno fatto storia. Falsificazione, alterazione, soppressione di comunicazioni e danneggiamento di sistemi. Altro reato informatico è la falsificazione o l’alterazione di comunicazioni informatiche che sono state intercettate, nonché il loro danneggiamento o la loro cancellazione. Altri reati informatici sono anche quelli legati al sesso e alla pedofilia, i principali sono: il revenge porn, sextortion, cyber pedo-pornografia e cyber bullismo. A vigilare sulla nostra sicurezza online ci pensa costantemente la Polizia Postale, organizzata in uffici specifici, ognuno dei quali si occupa di una macrocategoria di reati informatici. Ma come sappiamo, la mole di lavoro di questo ramo specializzato della Polizia di Stato voluto dal Ministero dell’Interno è in continua crescita, motivo per cui diversi criminali riescono a farla franca, almeno nell’immediato. Nel dubbio avvisare sempre le forze dell’ordine. Sempre.

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