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Da Del Ghingaro a Ghilarducci, il cordoglio di tanti per la morte di Vincenzo Bigongiari

Tutti concordi nel ricordare l'ex assessore e vicesindaco: "È stato un punto di riferimento per la politica locale"

Capannori in lutto per la morte dell’ex assessore Vincenzo Bigongiari. All’indomani dell’annuncio in tanti ne hanno voluto ricordare la figura.

Fra questi il sindaco di Viareggio ed ex sindaco di Capannori, Giorgio Del Ghingaro. “Entrai titubante, da neo presidente dell’azienda partecipata di gestione dei rifiuti – dice – nella sua stanza di assessore all’ambiente della giunta Micheloni. Andavo a chiedere soldi, tanti, che il Comune di Capannori doveva dare all’Ascit. Ero un pischello incravattato e lui un politico navigato. Mi squadròaministratopre e mi disse: “Non mi chiedere niente, tanto non ce l’ho e promesse non te ne voglio fare”. E con questo mi pagò”.

“Mi arrabbiai – prosegue Del Ghingaro – Lui no, rimase calmo e sorridente, mi fece sfogare e poi mi spiegò tranquillamente come si sta al mondo. Soprattutto in politica. Da quel giorno con lui ho avuto un rapporto speciale, sentivo di stargli simpatico, sentivo che nei miei confronti aveva quasi un istinto di protezione. Imparai a fidarmi, ad accettare i suoi consigli, a confrontarmi con sincerità e soprattutto a volergli bene. Anni dopo fu un convinto sostenitore della mia candidatura a sindaco e mi accompagnò da complice in una durissima campagna elettorale, sostenendo tranquillamente che siccome piacevo a quelli che votavano lui, avremmo vinto e mi accompagnava di casa in casa, di famiglia in famiglia: “Se ti conoscono ti votano”. Diceva sicuro e io gli andavo dietro rassicurato e, riguardandomi oggi, inconsapevole e temerario. Lo volli al vertice di una partecipata e lottai per confermarlo, continuai ad ascoltarlo e soprattutto a fidarmi quando mi diceva: “hai la testa troppo dura”. È stato per me una presenza vera, sincera a tratti affettuosa”.

“L’ultima volta che l’ho incontrato – conclude Del Ghingaro – non m’ha riconosciuto, ma ha fatto finta di sì ed io ho fatto finta di non essermi accorto della sua forzata smemoratezza. Probabilmente sì è anche dimenticato le mie visite, chiamato a rapporto, a casa sua dopo che avevo litigato con i suoi colleghi di partito, o delle cene carbonare perché “mi devi dì che voi fa’”, o di quei giri al mercato con i volantini in una mano e nell’altra il mio gomito per presentarmi mezzo mondo. Ma anche se si è dimenticato tutto questo, compreso il mio nome, non conta, perché poi alla fine non ha valore solo quello che siamo ma anche quello che siamo stati. E Vincenzo Bigongiari per me è stato autorevole, influente e soprattutto caro“.

Così Mauro Rocchi, consigliere comunale del Pd. “Vorrei spendere due parole sull’amico Vincenzo Bigongiari che domenica 14 novembre ci ha lasciato – dice – Innanzitutto chi era Vincenzo. Vincenzo era un esponente integerrimo di quell’ala della Democrazia Cristina più rivolta a sinistra, sempre rimasto fedele alle proprie idee anche nei momenti meno luminosi del suo partito, e di questo, così come altri amici a lui prossimi, come Olivo Ghilarducci, ne pagò poi negli anni anche politicamente. Personalmente l’ho conosciuto nel 1994 quando faceva parte dell’amministrazione Micheloni nella quale ricopriva la carica di assessore ai lavori pubblici. Ho avuto poi la fortuna di collaborare con lui in modo molto stretto dal 1999 quando entrai a far parte del Partito popolare, partito del quale Vincenzo era il leader. Periodo non troppo felice per il nostro partito che vide la riduzione alla presenza in consiglio comunale di due soli consiglieri: lui ed io. Ma anche in questo momento non si scoraggiò mai e portò sempre avanti le sue idee”.

“Persona integra – prosegue Rocchi – e sempre pronta al confronto, punto di riferimento per tutta la politica, credeva nelle istituzioni e nel ruolo che ricopriva nel quale mai è sceso a compromessi. Anche nelle discussioni politiche più accese la sua parola era sempre equilibrata, volta a portare chiarimenti e pace. Non era solo un animatore ma un trascinatore. Partecipava con impegno e competenza ad ogni iniziativa sia di carattere sociale che politico alla quale era invitato e prestava la sua attiva collaborazione in ogni contesto. Aveva molto a cuore i problemi dei giovani e degli anziani ed era sempre pronto a dare il suo aiuto alle persone bisognose. Termino quindi con un saluto ad un autorevole esponente della scena politica capannorese, ma soprattutto un amico che ognuno di noi dovrebbe prendere ad esempio. Ciao Vincenzo!”.

Alle parole di Rocchi si sono uniti, esprimendo vicinanza e sentite condoglianze alla famiglia i consiglieri comunali Gigliola Biagini, Guido Angelini, Pio Lencioni, Claudia Berti, Franco Salvoni, Silvana Pisani, Silvia Amadei, Gianni Campioni, Laura Lionetti, Lia Miccichè, Marco Bachi, Roberta Sbrana, Ezio Riolo e Gaetano Ceccarelli. 

Così il compagno di partito e di tante battaglie, l’ex sindaco Olivo Ghilarducci: “Chi ha avuto la fortuna di lavorare a fianco di Vincenzo Bigongiari – dice – sa bene del valore della persona. Amministratore capace intelligente sensibile e scrupoloso. L’ho avuto come vicesindaco per alcuni anni e mi è stato di grande aiuto. Veniva dal privato ed era abituato a lavorare molto e bene. Apprezzatissimo alla Cantoni dove si era distinto oltre che per le capacità anche per la profonda umanità nei rapporti con i colleghi di lavoro. In amministrazione comunale di lui ci si poteva fidare era vero punto di riferimento della sua comunità”.

“Sono ricorso a lui e alla sua esperienza – conclude Ghilarducci –  anche nel mio impegno in Regione. Era apprezzato nel lavoro nelle commissioni del consiglio regionale. Con Vincenzo la nostra comunità perde un ottimo amministratore ma noi perdiamo un amico carissimo. Un forte abbraccio alla moglie ai figli e al cari nipoti”.

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