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Nell’auto con sei chili di droga: condanna definitiva per un pusher

Aveva presentato ricorso in Cassazione dopo il patteggiamento: gli ermellini lo hanno dichiarato inammissibile

Condannato definitivamente per detenzione ai fini di spaccio di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.

Era stato arrestato a ottobre dello scorso anno, insieme ad altri due complici, perché andavano in giro, da giorni, a bordo di un camper sul quale la polizia aveva ritrovato 5 chili di marijuana. A febbraio scorso aveva poi scelto di patteggiare davanti al gup del tribunale lucchese ed era stato condannato a 3 anni di reclusione. Ora la suprema corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso e confermando la pena lo ha condannato anche a 3mila euro di spese processuali.

Per gli ermellini il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di richiesta di patteggiamento può essere presentato solo nei casi che attengono ad ipotesi specifiche di violazione di legge, ammettendo il controllo di legalità solo quando siano state violate le disposizioni che riguardano l’espressione della volontà dell’imputato, il difetto di correlazione tra richiesta e sentenza, l’erronea qualificazione giuridica del fatto, l’illegalità della pena o della misura di sicurezza.

Servizi mirati di osservazione e pedinamento da parte degli agenti del commissariato di Forte dei Marmi, nell’ottobre del 2020, si erano concentrati su uno strano camper che in diverse ore del giorno e della notte transitava per alcune vie di Pietrasanta e Forte dei Marmi. A bordo erano state notate sempre tre persone che con fare sospetto armeggiavano spesso all’interno dell’abitacolo del veicolo per poi arrestarsi e allontanarsi, sempre con lo stesso mezzo, non appena avvertivano che qualcuno potesse vederli o quantomeno scorgerli nelle loro attività.

Dopo una prima sommaria osservazione del mezzo anche per tranquillizzare i tre che iniziavano a innervosirsi, è stato deciso di portare in commissariato gli occupanti, dove anche il camper è stato sottoposto ad accurata e scrupolosa perquisizione. All’esito di questa attività veniva rinvenuta a bordo del veicolo, ben celata all’interno di un interstizio del paiolo pavimentale, una scatola con circa 5 chili di marijuana. Dopo una perquisizione domiciliare di tutti e tre gli arrestati la polizia aveva rinvenuto altra sostanza stupefacente (circa 1 chilo di hashish e marijuana) più utensili utilizzati per il confezionamento e coltivazione della droga e banconote per un ammontare di circa 3mila euro.

Dall’arresto alla condanna definitiva per il 27enne che aveva scelto di patteggiare.

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