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Natale sereno per Gianluca Pantaleoni, il tribunale di Pistoia gli concede di andare a trovare il padre infermo a Lucca

Concessi anche altri giorni nel mese di dicembre dopo l'istanza presentata dal legale partenopeo

Si allenta la “morsa” cautalere per l’ispettore della Polstrada di Lucca, distaccato a Montecatini, Gianluca Pantaleoni, sotto processo al tribunale di Pistoia, con 14 capi di accusa e  ancora con l’obbligo di dimora, dopo che il tribunale del Riesame ha respinto il ricorso per la revoca. La procura pistoiese gli ha infatti concesso un Natale sereno, per lui e la sua famiglia: potrà vedere il padre malato.

Pantaleoni già noto alle cronache per essere finito sotto arresto su indagini della procura di Pistoia, prima in carcere e poi agli arresti domiciliari per ipotesi di reati gravi, dal riciclaggio, alla corruzione e alla circonvenzione, si trova dopo due anni sottoposto a misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Pieve a Nievole.

Il collegio giudicante del tribunale di Pistoia presieduto dal giudice Alessandro Buzzegoli, con a latere, i giudici Alessandro Azzaroli e Paolo Fontana, ha accolto congiuntamente, con il parere favorevole del pm, l’istanza dell’avvocato Giovanni Cantelli del foro di Napoli Nord per concedere al poliziotto di allontanarsi dal comune dove è domiciliato, ogni lunedi di questo mese fino e compresa la festività del natale, 25 dicembre, per recarsi nella residenza del padre, a Lucca, gravemente infermo e malato.

Raffaello Pantaleoni, il padre, ex sovrintendente capo della polizia di stato negli ultimi tempi è caduto vittima di una grave malattia progressiva che lo ha ridotto completamente infermo con necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita. Come il figlio ha sempre svolto servizio nell’ambito della polizia stradale, dopo aver frequentato la scuola di polizia di Caserta, nel 1962 ha combattuto il banditismo sardo e il noto bandito Graziano Mesina, poi il terrorismo in alta Italia e il contrabbando ai confini, per raggiungere e terminare la sua carriera dal 1970 al 1997 nella polizia stradale di Montecatini terme.

Proprio a Montecatini era di turno quel 23 ottobre 1976 scampando per miracolo alla furia omicida del bandito Vallanzasca che uccise l’appuntato Bruno Lucchesi

 

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