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Volantini choc nelle vie del centro: “Ai no vax Zyklon B”

Una citazione macabra e inopportuna del gas utilizzato per sterminare gli ebrei. Alcuni cittadini: "È deplorevole"

Volantini choc contro i no vax nelle strade del centro. Sono apparsi in nottata e non hanno mancato di indignare i molti che li hanno visti. Recitano precisamente Ai no vax Zyklon B. Una rievocazione macabra, inopportuna e del tutto fuorviante rispetto al dibattito in corso del gas utilizzato nei lager nazisti per uccidere centinaia di migliaia di ebrei.

“La memoria è necessaria, dobbiamo ricordare perché le cose che si dimenticano possono ritornare: è il testamento che ci ha lasciato Primo Levi, ha detto Mario Rigoni Stern – commentano un gruppo di cittadini – Vogliamo aprire con questa frase sulla memoria, la condanna a chi oggi in due vie principali di Lucca (una è via Pescheria, ndr) si è vergognosamente operato ad incollare cartelli con la scritta ai no Vax zyklon B”.

“Vogliamo ricordare proprio a questi individui – si legge ancora – quanto odio, quanta meschinità, quanta infame cattiveria hanno usato in una semplice frase. Indicare tale “punizione” è oltraggioso verso i morti, oltraggioso verso quella parte sana ed ancora civile di Umanità che vive il nostro oggi, vogliamo ricordare che le scelte diverse in una società moderna e che si definisce inclusiva, devono essere accolte ed anche contestate, ma che la minaccia e l’augurio di morte è qualcosa di deplorevole ed assolutamente da condannare. Questo può nascere solamente in un clima di grande ignoranza e terrore, in qualcosa che non vogliamo chiamare nazismo perche questo accade ora, adesso e non settantacinque anni fa. Questa non è condanna politica, ma arbitraria violenza ed istigazione ad essa, che è evidente ormai non conosce colore o bandiera, ma che istiga ad aggredire l’altro, ad escludere, a distruggere quanto è stato conquistato negli ultimi decenni”.

“Bene, ci uniamo nel condannare questo atto, questo cartello apposto volutamente nelle vie principali della nostra città, una città che si vanta di essere democratica ed onesta – conclude il commento del gruppo di cittadini arrivato alla nostra redazione –  La città che dovremmo attraversare in sicurezza, la città nella quali i nostri bimbi devono crescere, la comunità che dovrebbe cooperare e comunque tutelare i cittadini. Chiediamo formalmente un atto di scuse pubbliche che sia l’incipit vero di un confronto sano e la ripresa di una coscienza collettiva in un momento di grande necessità di dialogo e di informazione”.

Sul tema anche il Comitato Scuola Consapevole Toscana: “Dopo le recenti parole accusatorie di Macron, le minacce di arresto dell’ex coordinatore del Cts Miozzo e due anni di propaganda infamante nei confronti di coloro che, lo ripetiamo, hanno legittimamente scelto di non aderire alla terapia sperimentale, passeggiare nella città di Lucca e leggere questo augurio di morte di stampo nazista appeso in bella vista lungo due principali vie è un’ulteriore coltellata non solo alla recente memoria storica, ma soprattutto ai valori di quella democrazia che in Italia giace ormai  senza vita sotto le spoglie della nostra Costituzione. Ai no vax Zyklon B, il gas usato per sterminare gli ebrei, una frase piena di odio e di meschinità che non è dei dissidenti, dei cittadini disobbedienti, no, Arriva da parte di quella popolazione che ha deciso di ‘vaccinarsi’ per il bene dell’altro, per la comunità, da parte di coloro che si sono sacrificati per salvare i più deboli, quelli non egoisti, che pensano solo al bene comune: la tortura e la morte secondo il  metodo della soluzione finale del regime nazista”.

“Ci si dovrebbe chiedere – prosegue la nota – perché siamo arrivati a questo punto? Perché questa cattiveria, ignoranza e  pregiudizio?  Nonostante il 90% e oltre degli italiani siano vaccinati, è evidente che i contagi dilagano sia tra vaccinati che non, che le attività sono in crisi non tanto per la malattia in sé, che viene efficacemente curata anche con le terapie domiciliari, quanto per le regole e le limitazioni adottate; nonostante non ci sia un vero e proprio obbligo per legge, nonostante si voglia asserire di vivere in uno stato democratico in cui  dovrebbe vigere la pluralità delle opinioni e la libertà di pensiero, il clima di odio e di meschinità è al  culmine e il rischio di guerra civile dietro l’angolo. Come siamo arrivati a questo punto? Fino ad ora se parte della popolazione ha protestato contro il green pass, definendolo una tessera discriminatoria come lo era stato il pass nazista e la tessera verde fascista (perché impedisce di lavorare,  di prendere mezzi pubblici e di svolgere qualsiasi altra forma di attività), si è gridato allo scandalo: non si devono e non si possono fare paragoni con la storia di 75 anni fa. Ora non siamo in dittatura e non ci sono discriminazioni. A questo punto, dopo la lettura di questi cartelli di morte, secondo i metodi nazisti, nessuno grida più allo scandalo? Il silenzio non è ammissibile”.

“Tutti coloro che ricoprono un ruolo a livello amministrativo, politico, nella comunicazione, nella scuola, nelle istituzioni pubbliche e private – conclude il comitato – hanno una grande responsabilità nell’aver creato attraverso la comunicazione unidirezionale questo clima di terrore, divisione sociale, istigazione allo scontro e alla lotta contro quella minima percentuale che è diventata il capro espiatorio su cui far ricadere la colpa di un sistema economico al collasso.  Il Comitato Scuola Consapevole Toscana condanna senza se e senza ma questo riprovevole gesto e tutta la propaganda contro una parte della popolazione italiana che sta lottando per i diritti civili di tutti noi. Chiediamo formalmente alle autorità cittadine di esprimersi con una condanna in merito a tale indecente gesto; il loro non esporsi sarebbe una forma di complicità e approvazione inaccettabile dello stesso. Ci auguriamo che sia questa l’occasione che faccia aprire gli occhi sulla gravità della situazione sociale, già tante volte da noi denunciata, e segni l’inizio di un nuovo modo di fare comunicazione: è necessario dare spazio a un’informazione corretta, al dialogo aperto alla pluralità delle idee e delle posizioni al fine di raggiungere un nuovo clima di tolleranza e accettazione dell’altro nel rispetto della persona umana”.

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