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Condanna per diffamazione, Santini (SiAmo Lucca) annuncia ricorso: “È un tentativo di intimidirmi”

Il capogruppo: "Essere diventato bersaglio significa avere messo in difficoltà la controparte con il ruolo di opposizione"

Non si fa attendere la replica di Remo Santini dopo la diffusione della notizia della condanna, in sede civile, per diffamazione ai danni dell’assessore comunale ai lavori pubblici, e candidato sindaco per il centrosinistra, Francesco Raspini. 

“Trascinare la normale dialettica politica nelle aule di tribunale – dice Santini – è segno di arroganza e debolezza, ma questa non è che la conferma del profilo della persona che si candida con questi presupposti a diventare sindaco della città, e che preferisce fare richieste di risarcimento milionario anziché limitarsi a un franco confronto sui temi e sulle polemiche che nella nostra attività sono la normalità. Sono certo oltretutto non solo della mia correttezza, ma anche del fatto che i prossimi gradi di giudizio riconoscano l’insussistenza della vicenda che mi viene contestata. Vicenda che per come è maturata da parte di chi mi ha denunciato, è un evidente tentativo di intimidire un avversario con mezzi che niente hanno a che vedere con la politica della P maiuscola”.

“Sono ancora più motivato a portare a termine il mandato in consiglio comunale – spiega Santini – per combattere pure contro queste derive: essere diventato bersaglio significa avere messo in difficoltà la controparte con il ruolo di opposizione intransigente che ho svolto in 5 anni. Questo, unito alla richiesta di soldi, per me è medaglia sul petto. Sono convinto che i lucchesi comprendano molto bene cosa è successo”.

Sul tema anche l’avvocato del consigliere comunale, Lorenzo Natali: “Sicuramente presenteremo ricorso – dice il legale – Le motivazioni della sentenza non le condividiamo, voglio studiarla bene ma non ravvisiamo affatto gli estremi della diffamazione”.

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