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Media Da Vinci, polemica sulle quarantene. Il dirigente scolastico: “Applichiamo le norme”

Protestano alcuni genitori per il provvedimento che dispone la Dad: ma era il terzo caso di positività in classe entro i 10 giorni previsti dalla normativa

Scuola in grossa difficoltà fra quarantene e Dad per questa quarta ondata della pandemia. Una difficoltà che si esemplifica anche nello scontro fra genitori e dirigenza scolastica e insegnanti.

È stato il caso di una classe della scuola media di San Concordio dove la scuola ha dovuto mandare tutti a casa per dieci giorni all’insorgere di un terzo caso positivo fra gli alunni, come prevede il decreto.

Secondo le nuove norme, infatti, alla scuola secondaria di primo grado se si verificano fino a due casi di positività per classe chi ha già ricevuto la terza dose o ha completato il ciclo vaccinale primario (due dosi) o è guarito da non più di 4 mesi può continuare a frequentare le lezioni in presenza, con mascherina Ffp2.

In questo caso il terzo tampone positivo, nello stesso gruppo classe, è insorto entro i dieci giorni dai primi due. Il tutto dopo altri dieci giorni in cui si era applicata la norma della Dad per i non vaccinati e della lezione in presenza per i vaccinati.

Una situazione che non ha comunque mancato di sollevare polemiche da parte di alcuni genitori.  “Così – dicono in un messaggio di protesta pervenuto alla redazione – si mette a dura prova l’istruzione dei ragazzi. Al limite il calcolo giusto sarebbe un giorno in più di quarantena con tampone finale per un calcolo esatto dei giorni di quarantena dall’ultimo contatto. I genitori si trovano in difficoltà per il lavoro non potendo mandare i bimbi a scuola”.

“Si trattava – ha spiegato il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Lucca 2, Gino Carignani – del terzo caso all’interno di un range di tempo e ho fatto in modo di applicare quello che prevedono le norme. Non c’è margine di discrezionalità per la decisione. Quello che è certo è che i genitori non possono conoscere le date precise della segnalazione del contagio perché non vengono diffuse per privacy. Comunque io e il personale scolastico siamo al lavoro anche il sabato e la domenica per garantire la sicurezza delle classi e la maggior percentuale possibile di scuola in presenza. Senza errori di calcolo né forzature, ma solo applicando le norme”.

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