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Tamponi negativi o fine quarantena ma mancano i documenti per il termine dell’isolamento: odissea per due

Una ragazza di 16 anni senza green pass dall'1 gennaio, un commerciante di Sant'Anna non ha il certificato per tornare al lavoro

Inefficienze burocratiche degli organi preposti, a livello regionale e di Asl, dovute certamente al sovraccarico di questo periodo di pandemia, che stanno, però, creando disagi enormi ad alcuni cittadini lucchesi.

Lo evidenziano due casi in città.

Nel primo caso una ragazza di 16 anni, residente a San Filippo, nonostante  il tampone molecolare negativo, dopo essere guarita dal Covid durante le festività natalizie, ad oggi non è riuscita ancora in nessun modo ad avere il green pass. “Per fortuna – afferma la madre della ragazza, Filomena Del Prete – a scuola non ha l’obbligo di presentare il certificato verde, ma da 24 giorni, pur avendone diritto non può entrare nei locali con le amiche e le compagne di classe per mangiare una pizza o prendere un gelato”.

La famiglia sta combattendo questa battaglia chiamando e scrivendo, secondo le loro stesse dichiarazioni, a tutti gli organi preposti regionali e dell’azienda sanitaria ma ancora del green pass nessuna notizia. Si spera che a breve si riesca a fornire ciò che spetta di diritto alla ragazza.

In un secondo caso, a Sant’Anna, un commerciante della zona non riesce ad avere dagli enti il provvedimento che sancisce la fine dell’isolamento domiciliare per un errore burocratico, a suo dire, che nonostante le segnalazioni ancora non riesce a sanare. “Ho effettuato il primo tampone molecolare – afferma – il 31 dicembre scorso risultando positivo e un secondo il 10 gennaio ancora positivo al covid, ma il terzo della settimana scorsa risulta a bassa carica quindi per legge dopo 21 giorni potrei tornare a lavorare se mi rilasciassero il provvedimento di fine dell’isolamento ma per un errore burocratico il primo tampone risulta nelle banche dati lo stesso giorno del secondo, cioè il 10 gennaio, per cui sempre secondo le banche dati regionali e dell’Asl la fine dell’isolamento potrò richiederla soltanto il 31 gennaio prossimo ma così mi hanno praticamente rubato 10 giorni. E anche se ho in mano i tamponi fatti con le date corrette non sono ancora riuscito a farle recepire dagli enti”.

Due disavventure relative al Covid e a inefficienze burocratiche che non sembrano essere purtroppo casi isolati. Sono sicuramente giorni convulsi per medici e impiegati ma la burocrazia italiana non funzionava “benissimo” nemmeno prima della pandemia. E quando si tratta di diritti diventa poi difficile mantenere “calmi” i cittadini. Entrambi infatti annunciano battaglie anche giudiziarie se sarà il caso e se non si dovessero risolvere a breve le loro situazioni, non più sostenibili.

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