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Spari a Torre del Lago, l’ex carabiniere: “Non volevo fare male nessuno”

L'avvocato Coletta rinuncia al mandato ma continua a tutelare il figlio Gianluigi, per il quale ha chiesto la revoca della custodia in carcere. Al suo posto l'avvocato Brancati

“Ho sparato io, ero sotto choc, ma non volevo fare male nessuno. Mi è venuto il momento del bischero, quando ho detto in tv che sarei stato più contento di aver ucciso il vigile del fuoco. Ringrazio Dio di averlo ferito solo lievemente“.

Avvocati Coletta e Brancati

È con queste parole che questa mattina (25 gennaio) Adelmo Ragoni, il carabiniere 90enne in congedo, ha ribadito ai legali, andati nella sua abitazione in via Boheme a Torre del Lago, il suo rammarico per quanto accaduto mercoledì (19 gennaio), in quel lungo pomeriggio quando, barricato in casa, si è opposto all’esecuzione di un Aso per suo figlio Gianluigi, fino al blitz dei Nocs che, dopo aver sfondato la porta di ingresso, con due bombe assordanti, hanno fatto irruzione all’interno arrestandoli entrambi con l’accusa di tentato omicidio e porto illegale della pistola da collezione calibro 22.

L’uomo ha ripetuto quanto detto all’udienza di convalida dinanzi al gip Riccardo Nerucci: “Ho sparato io, ero sotto choc”.

L’avvocato Gianluigi Coletta ha rimesso il mandato e al suo posto, a difendere l’anziano militare dell’Arma in pensione, è subentrata l’avvocatessa Maria Giovanna Brancati: “Ho preferito rimettere il mandato, per incompatibilità – ha spiegato il legale pisano –  ma continuo a tutelare il figlio, che seguo da numerosi anni. Padre e figlio non hanno narrazioni discostanti,  legate potenzialmente a un conflitto, per questo ho preferito rinunciare”

Coletta è poi andato in carcere a Massa, per far visita al suo assistito: “Stiamo valutando – ha precisato – di presentare un ricorso per la revoca della misura cautelare in carcere”. 

“Adelmo Ragoni – ha aggiunto l’avvocato Brancati –  è visibilmente ancora in stato di choc,  le sue dichiarazioni fatte ai media vanno prese con le pinze. La situazione è quella di una persona di una certa età, che ha vissuto ore per lui drammatiche. Al momento non presenterò nessun ricorso, è ai domiciliari, con la possibilità di uscire due volte a settimana per fare la spesa, e comprare quanto necessario”.

Intanto si attende ancora l’esito dell’esame dello Stub.

 

 

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