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Il sindacato Usb: “Infermieri, l’Asl dica quanti sono sul territorio della Piana di Lucca”

La sigla va all'attacco: "A rischio la tenuta del comparto"

“Asl Toscana nord ovest, il territorio mostra le sue crepe e le sue mancanze”. A sostenerlo è il sindacato Usb che a fronte di una disamina dei fondi annunciati per il settore della sanità, mostra scetticismo sulla tenuta del comparto e chiede conto del numero di infermieri sul territorio della Piana.

“I fondi Pnrr previsti per la Toscana, sulla base delle dichiarazioni del governatore della Regione – afferma il sindacato -, sarebbero a gennaio 2022 di 104,2 milioni di euro per le case di comunità, 56,8 milioni per gli ospedali di comunità, 12,5 milioni per le centrali operative territoriali, per un totale di 173,5 milioni. A questi vanno aggiunti i 20 milioni già deliberati di fondo regionale complementare, per un totale di 193,5 milioni. A dicembre l’assessore regionale alla salute e sanità della Giunta parlava di un’assegnazione provvisoria di 450milioni di euro. Una notevole differenza alla fine. E in questo panorama di premesse e promesse, il nostro territorio, appartenente alla Usl Toscana Nord-Ovest, mostra tutte le sue crepe e le sue mancanze. Il personale sanitario, le eroine e gli eroi della prima pandemia, non hanno ricevuto i bonus nella misura promessa e ora alcuni di loro sono stati sospesi per mancanza di greenpass. Andava bene che si infettassero, senza mascherine e Dpi adeguati nel 2020, ma oggi con mascherine ffp2 e regole precise per salvaguardarsi e proteggere i pazienti, sono diventati pericolosi. L’epoca dell’eroismo è finita”.

“Con i pronto soccorsi al collasso e le attività di cura e intervento programmate in forte ritardo – afferma Usb -, con una sanità territoriale che aspetta le risorse del Pnrr per riorganizzarsi, anche l’attività degli infermieri sui territori è in grave sofferenza. Chiediamo come sindacato Usb, unione sindacale di base, al dottor Marco Farnè, direttore di medicina di comunità dell’Asl Toscana Nord-Ovest nell’ambito territoriale di Lucca, perché nella Aft (aggregazione funzionale territoriale) Francigena è stata prevista la riduzione di una risorsa, in una situazione già molto difficoltosa a causa di personale in numero inadeguato. Perché togliere un’unità infermieristica esperta, quando è evidente a tutti che il personale sanitario deve essere potenziato?”.

“Al 31 dicembre 2017 – prosegue ancora la nota – i dati ufficiali della Atf Francigena indicavano un numero di pazienti da seguire di 27,503 unità sopra i 16 anni, 7.273 sopra i 65. A dicembre 2021 veniva dichiarato in un’intervista che si completava la copertura della Piana di Lucca con l’aggiunta di 17 unità infermieristiche per Lucca e Pescaglia. Chiediamo di chiarire a noi e ai cittadini della provincia Lucchese quanti sono realmente gli infermieri delle cure territoriali, suddivisi per Aft, per Lucca, Piana di Lucca, Media Valle del Serchio e Garfagnana e quanti sono i pazienti al 31 dicembre scorso di cui si devono prendere cura. La matematica non è un’opinione”.

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