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L’accusa è di tentato omicidio del vigile del fuoco contro il quale fu esploso un colpo di pistola

Respinto il ricorso presentato al tribunale del Riesame dall’avvocato Gianluigi Coletta, del foro di Pisa, per conto del suo assistito, Gianluigi Ragoni, l’uomo di 44 anni che si era barricato in casa a Torre del Lago, assieme al padre Adelmo, carabiniere in congedo, 90enne. Ragoni figlio dalla camera dell’ospedale di Massa dove era piantonato da due agenti della Penitenziaria, dopo l’arresto, è stato trasferito al carcere San Giorgio di Lucca. 

Entrambi furono accusati di tentato omicidio del vigile del fuoco di Lucca, contro il quale era stato sparato un colpo di pistola, una Galesi calibro 6.35, detenuta illegalmente, da dietro la porta di casa. Un colpo, attenuato, che aveva attinto il pompiere, provocandogli fortunatamente solo la frattura di una costola.

La vicenda risale al 19 gennaio scorso, quando dopo ore e ore di trattative, andate a vuoto, i Nocs, poco prima delle 22, avevano fatto irruzione nell’appartamento al primo piano della palazzina in via Bohème.  I due si erano asserragliati nella casa dopo che la Municipale, con il 118, si erano presentati per eseguire un Aso, accertamento sanitario obbligatorio.

La  pistola era stata abbandonata in camera da letto, dove l’avevano prelevata gli agenti della Scientifica del commissariato di polizia di Viareggio, per sottoporla agli esami balistici. Dallo stub, poi, la polvere da sparo è stata rilevata sia sulle mani dell’anziano militare dell’Arma in pensione, che resta ai domiciliari, che su quelle del figlio.