Toscana, è boom di interdittive antimafia dalle prefetture: +170 per cento nel biennio della pandemia

I dati nel report di Libera e Lavialibera "La tempesta perfetta, le mani della criminalità organizzata sulla pandemia"

Interdittive antimafia, in Toscana nel biennio 2020/2021 le varie prefetture delle nove province regionali ne hanno emesse ben 62, con un aumento rispetto al biennio precedente (2018/2019) del 170%. Ne erano state emesse infatti solo 23 prima della pandemia. Si tratta del quarto aumento più significativo in termini percentuali tra tutte le regioni italiane . Insomma un quadro inquietante e poco rassicurante.

Il report di Libera e Lavialibera del 2022 ha fotografato l’intera nazione dal punto di vista di questo strumento a disposizione dello Stato per arginare alcuni fenomeni mafiosi legati all’economia e al tentativo delle cosche di infiltrarsi nel tessuto produttivo sano attraverso società “amiche”. La vera preoccupazione della Dia nella sua ultima relazioni: l’infiltrazione mafiosa negli affari legali, nella vita pubblica, negli appalti pubblici e nei settori produttivi, parallelamente ai vari business criminali storici, dalla droga all’usura, dalle estorsioni al traffico di rifiuti. Non a caso il report si intitola La tempesta perfetta, le mani della criminalità organizzata sulla pandemia. Negli ultimi due anni in Italia sono state emesse 178 interdittive antimafia al mese.

Di mafie se ne parla sempre troppo poco ma i dati elaborati da Libera per quanto riguarda l’ultimo biennio fanno capire, usando un gergo che ultimamente abbiamo sentito spesso, come questa sia una variante molto pericolosa. Lo è perché nel biennio 2020/2021 si è registrato un +24% per  le segnalazioni sospette e ben 3919 interdittive antimafia. Significa una media di 178 al mese con un incremento percentuale del 33% rispetto al biennio 2018/2019. “Le nuove mafie – commenta Libera – sono ‘imprenditoriali’, flessibili, capaci di costituirsi in network per diffondere il più possibile il loro raggio di azione. Sono mafie che sparano meno non per sopraggiunti scrupoli morali, ma perché, semplicemente, non gli conviene: col denaro e con la corruzione, soprattutto nelle circostanze straordinarie che provocano danni per la collettività, ottengono quello che prima ottenevano con la violenza diretta e con le armi. Una variante “criminalità” che non è solo mafiosa, con operatori economici che vanno a cercare i servizi della mafia per stare sul mercato e faccendieri e corrotti che fanno da ponte con le organizzazioni criminali”.

I dati più recenti in Toscana e a Lucca

Dall’1 gennaio 2020 in Toscana sono state emesse 35 interdittive antimafia e nei primi tre mesi del 2021 ne sono state emesse 4, le restanti 23 interdittive sono state emesse nei mesi successivi fino al termine del 2021, una vera e propria impennata di questo tipo di interventi . Numeri che rappresentano un parametro molto importante per analizzare la presenza mafiosa in Toscana, ormai assodata da tutte le principali relazioni ufficiali oltre che dai processi in corso e terminati. A Lucca nel 2018 sono state emesse 3 interdittive, 10 in tutto dal 2016, numero che poi evidentemente è salito negli anni successivi. All’epoca la provincia di Lucca risultava quella con il maggior numero di interdittive antimafia della Toscana. In attesa dei numeri provinciali relativi all’ultimo biennio non si parlerà mai abbastanza di mafie anche in Toscana perchè i boss sanno benissimo che pandemia e guerra potrebbero servire ai loro scopi distogliendo l’attenzione dai loro affari che sono il vangelo di ogni organizzazione criminale in Italia e nel mondo.

Vietato quindi abbassare la guardia.

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