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Lucca, morto lo storico sindacalista Venanzio Pieruccini

Fu protagonista delle lotte sindacali alla Cucirini Cantoni Coats

Un grave lutto ha colpito Lucca. E’ scomparso Venanzio Pieruccini, all’età di 80 anni, storico sindacalista della Cgil e rappresentante dei lavoratori della Cucirini Cantoni Coats.

Pieruccini era uno dei volti più noti del sindacato e testimone della storia di una delle aziende più importanti della Lucchesia. Protagonista della lotta sindacale nell’azienda dove aveva lavorato, era molto noto e amato a Lucca.  Pieruccini entrò in fabbrica nel 1961, legandovi per sempre la sua vita: dal lavoro in fabbrica, fino alle lotte e alle trattative per il salvataggio dell’azienda.Era molto amico Paolo Barsocchi, il cui ingresso alla Cucirini avvenne due anni dopo quello di Venanzio. Al suo fianco, all’interno della Cgil, contribuirono a giungere ad alcuni degli accordi più importanti per il sindacato a Lucca.

Pieruccini aveva preso la tessera della Cgil nel 1964, “di notte”, aveva raccontato in una intervista fatta dall’Isrec. Pieruccini viveva a Picciorana e la sua casa era sempre aperta a tutto il “gruppo rosso”, come lo chiamava, della Cantoni. Era stato anche, dopo aver ricoperto il ruolo di consigliere Pci, tra i fondatori del Partito Democratico a Lucca.

A esprimere la propria vicinanza anche il candidato sindaco del centrosinistra Francesco Raspini e la consigliera regionale Pd Valentina Mercanti.

“Un dolore profondo e un vuoto immenso – ha scritto -. Caro Venanzio, ecco cosa lasci in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di condividere un pezzo della propria storia politica ed umana insieme a te. Me l’ero immaginato in un modo diverso questo passaggio e sicuramente in un tempo diverso e più lontano. Non certo poche settimane prima di un appuntamento di cui così tanto abbiamo parlato in questi anni. Le elezioni per il sindaco di Lucca che tu attendevi, forse, più di tutti noi. Quante volte abbiamo discusso, litigato. Quanti pomeriggi e quante serate passate a confrontarsi sulla politica, sull’Italia, sul mondo. Quante storie ti ho sentito raccontare in quella casa che per tanti anni è stata anche casa mia. Le storie della giovinezza, della grande fabbrica, del sindacato, del Partito quando ancora aveva la P maiuscola. Di come si faceva politica, quando la politica era assai più nobile di oggi”.

“Caro Venanzio, sei stato un amico, un parente, un maestro. Tante delle più grandi soddisfazioni che ho sperimentato nella mia vita politica sono state, in fondo, merito tuo. Dei tuoi consigli, delle tue sgridate, del tuo affetto infinito per me e per la mia famiglia. Queste settimane avrei voluto davvero passarle insieme e avrei voluto trovarmi un’ultima volta in casa tua la sera del voto per commentare e soffrire insieme come cinque anni fa abbiamo con Alessandro – conclude Raspini -. Non ce n’è stato il tempo, ma la vita è fatta anche di questi passaggi dolorosi. Ti prometto che daremo – e darò – tutto quello che abbiamo dentro per portare in fondo il nostro progetto anche se tu non sei più con noi. E quel giorno, te lo giuro, alzerò lo sguardo al cielo e ti dedicherò ogni secondo di un momento che sarà per sempre anche il tuo”.

“Appassionato, sempre presente, coerente e fedele ai propri valori; doti che in lui ho sempre apprezzato, persino quando discutevamo animatamente. È così che ricorderò Venanzio – scrive la Mercanti -. Il suo impegno per la comunità è stato impareggiabile, come il contributo alla politica della nostra città e alle lotte del centrosinistra. Fu tra i fondatori del circolo Pd Lucca est, dove per me tutto è iniziato, e da allora non ho avuto che motivi per stimarlo, tenere alla sua opinione ed essergli profondamente grata. Una grave perdita per l’intera città: le mie condoglianze ai suoi cari e a tutti coloro che gli hanno voluto bene”.

Anche l’Unione comunale del Pd di Lucca e il circolo Pd Lucca Est esprimono le più sentite condoglianze e si uniscono al profondo dolore: “Operaio della Cucirini Cantoni Coats, sindacalista della Cgil e storico militante della sinistra, Pieruccini è stato prima consigliere comunale nelle fila del Pci e poi fondatore del Partito Democratico e del circolo Pd Lucca Est, che per anni ha contribuito ad animare. Venanzio è stato una persona giusta e generosa. Fino all’ultimo ha saputo essere un punto di riferimento saggio e autorevole per tanti giovani che avevano deciso di avvicinarsi alla politica e che nella sua ospitalità e in quella della moglie Giovanna hanno trovato un’occasione di confronto stimolante e accogliente, all’insegna dei valori della Buona Politica, intesa come servizio alla comunità . Le condoglianze del Pd e del circolo Lucca Est alla moglie, alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene”.

“Abbiamo solo potuto imparare dalla tua passione – afferma il capogruppo Sinistra con Lucca, Daniele Bianucci -, dal racconto delle tue e delle vostre lotte per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori di quell’immenso luogo della nostra Città che fu la Cantoni, dalla tua generosità di intendere la politica come servizio per gli altri. Addio Venanzio, compagno forte e coraggioso”.

Così lo ricorda Enrico Cecchetti, ex assessore regionale e una delle anime di Sinistra Con: “La telefonata che non vorresti ricevere mai, è arrivata – dice – Venanzio ci ha lasciati. Sembrava avercela fatta e, invece, le seconda volta il male è stato implacabile. Siamo davvero in tantissimi ad avere il privilegio di custodire i ricordi di una relazione ricca, intensa, profonda, vera, che per me è durata quasi mezzo secolo. Ma al di là dei ricordi personali, che ognuno custodisce per sé, oggi sento la necessità di dire che è Lucca intera che perde un uomo importante per la città. Per tutti coloro che vogliono immaginarla sempre migliore e cercano le strade perché lo diventi. Ancora ragazzo le vicende della vita hanno portato Venanzio all’improvviso dai banchi del liceo ai turni di notte alla Cucirini Cantoni. Dove è rimasto fino alla pensione. E dove ha imparato tutto”.

“Per lunghi decenni le vicende della politica e del sindacato, forse sarebbe meglio dire della storia, locale, nazionale, come del mondo, hanno fatta tappa a casa sua – prosegue Cecchetti –  Per molte generazioni oggi anziane fino ai tanti ragazzi che hanno poco più di vent’anni, la sua casa è stata un porto sicuro dove potevi sempre rifugiarti e ripartire più forte. Quando avevi bisogno di chiarirti un’idea, costruire una proposta nuova, gioire insieme ad altri o riprenderti dalle delusioni, non potevi non passare da casa di Venanzio. E succedeva non solo a quelli che la pensavano come lui, ma anche a tanti avversari”.

“Visione, strategia, assieme ad una concretezza estrema, con un unico filo rosso, lottare contro le ingiustizie, partire sempre dai bisogni dei più deboli – conclude Cecchetti – Dirigente di quella classe operaia che era, come si diceva nel secolo scorso, classe generale, capace cioè di farsi carico degli interessi e dei bisogni dei lavoratori, come di tutto il paese. Ma a casa di Venanzio si andava perché prima ancora delle idee si incontrava una persona vera, capace di condividere con te passioni, sensibilità e debolezze che ognuno di noi conosce e vive nelle diverse fasi della vita. A casa con lui si incontrava sempre Giovanna. Che parlava con le sue belle poesie, i suoi quadri e con una semplice occhiata o con un gesto che dicevano tutto. E sempre abbiamo visto il segno di una simbiosi vera, semplicemente bella, molto bella, durata tutta una lunga vita”.

Alla famiglia vanno le condoglianze anche di tutta la redazione di Lucca in Diretta.

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