Cocaina a fiumi dall’Olanda, condannati in 4

Sentenze definitive per i componenti di una banda che faceva arrivare la droga in Versilia

Importavano cocaina dall’Olanda per poi rivenderla in Versilia, condannata in via definitiva per traffico internazionale di stupefacenti la banda di albanesi e rumeni ritenuta responsabile del vorticoso giro di spaccio in Lucchesia.

Si tratta di Zefi Edmond, Neculai George, Neculai Roxana Maria e Plarnana Gabriela Silvia, quest’ultima condannata per favoreggiamento a 8 mesi di reclusione e 12mila euro di  multa, il secondo imputato e la terza imputata sono stati condannati a 3 anni di reclusione e 13mila euro di multa ciascuno, mentre per il primo e presunto capo della banda, la situazione è molto più complessa.

L’uomo era stato già condannato dal tribunale cittadino nel 2017 a 5 anni di reclusione sempre per traffico di droga, e nel 2020, il gup di Lucca, quando aveva condannato l’intera banda, gli aveva comminato una pena a 9 anni di reclusione e 43mila euro di multa, ma  la suprema corte di Cassazione solo ed esclusivamente sull’entità della pena ha rinviato gli atti alla corte d’Appello di Firenze per ricalcolare la pena definitiva. Gli ermellini infatti hanno “messo mano” all’intero fascicolo giudiziario e sono emerse diverse condanne, alcune, secondo Piazza Cavour, per reati continuati e per i quali quindi non può essere applicata l’aggravante della recidiva. Insomma bisogna rifare bene tutti i calcoli proprio perché le vicende processuali del capo della banda per i giudici è più complicata.

La sentenza

Si legge infatti in sentenza: “Il ricorrente – si legge dopo un elenco di sentenze -, prima di commettere i reati oggetto del presente processo (commessi tutti nell’ottobre 2016), non era nelle condizioni di poter subire l’applicazione di un aumento di pena per la recidiva in relazione ad altro reato, e, quindi, non può oggi vedersi applicata la recidiva reiterata. Neppure rileva la sentenza di applicazione della pena emessa dal gup del tribunale di Lucca in data 14 giugno 2017, irrevocabile in data 27 giugno 2018, (quella a 5 anni di reclusione sopramenzionata ndr) in quanto relativa a reato commesso successivamente a quelli contestati nel presente procedimento. La sentenza, pertanto, deve essere annullata nei confronti di Zefi Edmond relativamente al punto relativo alla recidiva e, conseguentemente, in relazione al complessivo trattamento sanzionatorio, che va rideterminato, restando assorbite le ulteriori doglianze”.

La parola per la pena totale da scontare passa alla corte d’Appello fiorentina. Per i giudici la banda avrebbe acquistato dall’Olanda quattro chilogrammi di cocaina che sarebbero giunti a Pavia per poi dirigersi verso Forte dei Marmi. Per le fiamme gialle Edmond Zefi avrebbe acquistato la droga mentre la consorte di sarebbe occupata di contattare i corrieri incaricati di trasportare lo stupefacente sino in Versilia. A Zefi la procura contesta nell’ottobre 2016 anche la cessione di 28 chili di cocaina in Sardegna a una persona, che poi non è stata identificata dalle forze di polizia, da parte della coppia Neculai. Dalle intercettazioni risulterebbero almeno 15 forniture di rilevanti quantitativi di droga dalla metà del 2016 sino all’arresto di Zefi avvenuto nel novembre di quello stesso anno. Il caso è comunque chiuso a parte il ricalcolo della condanna totale per il capo della banda. Testimonianze ennesima di un continuo flusso di cocaina in Lucchesia come testimoniato da una infinità di processi che riaprono un dibattito, mai chiuso in realtà del tutto, sul consumo di polvere bianca nel capoluogo e in provincia. La domanda e l’offerta, come in tutti i meccanismi economici, tendono sempre inesorabilmente a incontrarsi, anche e soprattutto nel mondo delle droghe. L’una senza l’altra non potrebbero esistere. La lotta alle droghe non può essere combattuta solo nella aule giudiziarie.

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