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Reti “fantasma” recuperate dai fondali, operazione della capitaneria foto

Sono state rimosse anche due imbarcazioni da diporto affondate

È proseguita nei giorni scorsi l’intensa attività finalizzata alla tutela dell’ambiente nel porto di Viareggio con lo svolgimento di una  operazione nell’ambito della campagna di bonifica delle “reti fantasma” dalle coste nazionali, promossa dal ministro della transizione ecologica e coordinata dal comando generale del corpo delle Capitanerie di Porto: l’intensa attività di bonifica dello specchio acqueo del porto di Viareggio per liberare i fondali dai rifiuti ha visto impegnati gli uomini del nucleo operativo di polizia ambientale della Capitaneria di porto di Viareggio ed il personale del quinto nucleo operatori subacquei della Guardia Costiera di Genova.

Le cosiddette “reti fantasma” sono costituite da attrezzature da pesca abbandonate, perse o dismesse, responsabili dell’alterazione dell’ecosistema marino, che rappresentano una seria minaccia per gli stock ittici e l’integrità dei fondali e possono anche costituire un pericolo per la sicurezza della navigazione.

L’attività è stata condotta unitamente al personale delle unità e dei mezzi navali in forza alla Capitaneria di Porto di Viareggio – guidati dal comandante Russo e sotto il coordinamento del centro di controllo ambientale della Direzione marittima di Livorno – che ha garantito lo svolgimento delle operazioni subacquee in totale sicurezza.

Le attività di recupero, svolte per l’arco di due giornate, sono state rese particolarmente complesse a causa dell’insabbiamento delle reti e per la scarsa visibilità sul fondale marino della Darsena Viareggio.

Al termine delle attività di bonifica sono state recuperate 2 metri cubi circa di reti da pesca abbandonate, oltre a 2 imbarcazioni da diporto affondate all’interno delle acque portuali della Darsena Viareggio, per un peso stimato di circa 3 tonnellate.

L’operazione è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione dei titolari delle concessioni demaniali marittime, che hanno curato il successivo trasporto e smaltimento delle reti e dei natanti, qualificabili come rifiuti speciali, presso ditta autorizzata.

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