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Spedisce all’ospedale l’amico per il suo sorpasso in salita: ora deve risarcirlo

I due ciclisti amatoriali erano impegnati in una ripida salita, quando uno dei due ha urtato l'altro facendolo cadere

Uno scatto in salita in sella alla propria bici, un po’ troppo maldestro, nel tentativo di superare l’amico che stava scalando anche lui quel tratto ripido in una “uscita in bicicletta” amatoriale gli è costato davvero caro. L’amico infatti urtato nel tentativo di sorpasso è finito in ospedale dove è stato operato alla spalla e tra intervento e terapia è rimasto bloccato per oltre 180 giorni con conseguenze anche lavorative. L’uomo è stato condannato a risarcirlo con circa 15mila euro più 5mila euro di spese legali.

Fondamentali le testimonianze di due persone che quel giorno si trovavano in quel punto preciso. Nei giorni scorsi la sentenza del giudice Anna Martelli del tribunale di Lucca che dopo aver ricostruito in aula l’intera vicenda ha condannato l’improvvido “scalatore”. L’incidente era avvenuto a mezzogiorno del 10 ottobre di 7 anni fa, quando mentre stava percorrendo un tratto in salita in via della Croce, a Pieve di Elici, la vittima veniva urtato durante un sorpasso dall’amico che stava precorrendo lo stesso tratto di strada, anch’egli a bordo della propria bicicletta ma senza tenere la dovuta distanza laterale di sicurezza.

La voglia di superare l’amico in salita forse non gli ha consentito di “leggere” bene la situazione. Si legge infatti in sentenza: “A causa dell’urto, l’uomo cadeva rovinosamente a terra procurandosi un trauma contusivo alla spalla destra con lussazione dell’acromion claveare e trauma cranico non commotivo. Veniva sottoposto ad un intervento chirurgico di riduzione dell’articolazione e resezione della clavicola. A causa delle lesioni e della successiva convalescenza, si assentava dal lavoro fino al 24 dicembre 2015. Veniva giudicato guarito solo l’11 aprile 2016 e gli veniva riconosciuta un’invalidità temporanea di 183 giorni, con una percentuale di invalidità permanente pari al 9/10 %”. Dopo aver ascoltato i testimoni e incaricato un medico legale di effettuare una perizia il giudice ha quindi proceduto a mettere la sentenza di condanna. Conclude il giudice: “Alla luce delle condivisibili conclusioni del ctu si ritiene di dover condannare parte convenuta al risarcimento del danno come di seguito liquidato”. L’uomo è stato condannato a pagare anche circa mille euro per le perizie disposte dal giudice.

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