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In manette a Capezzano Pianore, il legale ricorre in Cassazione: opposizione alla consegna alla Germania

L'avvocato Olmi: "Illegittimità costituzionale dell’articolo 18 della legge sul mandato di arresto europeo

Era stato arrestato in Versilia dagli agenti del commissariato di polizia di Viareggio, in esecuzione di un mandato di arresto europeo, lo scorso 4 maggio, e per il cittadino moldavo, lo scorso 19 maggio, è stata celebrata l’udienza per la consegna alla Germania per l’esecuzione del mandato di arresto europeo.
In pari data il difensore dell’arrestato, l’avvocato Antonio Olmi del Foro di Firenze si è opposto alla consegna e in ogni caso ha avanzato una richiesta di sostituzione della misura cautelare carceraria con quella degli arresti domiciliari nel luogo dove lo stesso dispone di una stabile dimora, a Capezzano Pianore ed è assunto con regolare contratto come verniciatore di yacht in una famosa azienda viareggina.
La corte di appello di Firenze con sentenza contestuale ha ritenuto di consegnare allo stato tedesco il cittadino moldavo, accusato di una serie di furti,  motivando che le accuse mosse dell’autorità tedesca sono gravi,  e che sussiste il pericolo di fuga, ma al contempo ha accolto la richiesta del difensore concedendo all’uomo gli arresti domiciliari a Carezzano Pianore consentendogli di recarsi a lavoro quotidianamente.
Nei 5 giorni concessi dalla legge 69/2005 l’avvocato Antonio Olmi ha presentato ricorso per Cassazione deducendo l’illegittimità costituzionale dell’articolo 18 della stessa normativa, come novellato dal decreto legislativo 10/2021 per contrasto con l’articolo 76 della Costituzione, ovvero quel precetto che afferma che “l’esercizio delle funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con detereminazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti”.
Ebbene, il difensore, con ricorso per Cassazione.  ritiene che al legislatore non era consentita la modifica normativa che limita in pochissimi i casi di rifiuto obbligatorio della consegna.
Per come è strutturata oggi la legge che disciplina il mandato di arresto europeo – spiega il legale – la Corte di appello territorialmente competente non ha alcuno scrutinio circa i gravi indizi di colpevolezza o le esigenze cautelari, in quanto il mandato di arresti europeo non deve essere più corredato dell’ordinanza di custodia cautelare o della relazione di accompagnamento prevista dalla previgente stesura della norma: è svuotata del tutto pertanto la funzione difensiva in una delicatissima fase  qual è quella della consegna di un soggetto accusato di determinati reati al paese che ne reclama la paternità del giudizio”.
 
Il ricorso evidenzia come la delega concessa al Governo per la compilazione di un testo coordinato non possa estendersi sino a comprendere la sostanziale modifica del teste anteriore che offriva una serie di garanzie oggi del tutto deprivate dalla intervenuta modifica della esecuzione di un mandato di arresto europeo.
 
“Per come oggi strutturata la legge – conclude l’avvocato Olmi –  la Corte di Appello funge da mero passacarte dello Stato richiedente la consegna, svuotando del tutto il ruolo e la funzione giurisdizionale assegnatale”.
 
Resta da attendere l’esito del giudizio dinnanzi alla Suprema Corte.

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