Assalti ai raccolti e incidenti, guerra ai cinghiali. Coldiretti: “Si usi l’esercito”

Delegazione di Lucca in piazza a Roma: "Serve un piano straordinario per gli abbattimenti"

“Se necessario impiegare l’esercito per fermare l’invasione dei cinghiali che distruggono raccolti e rappresentano una minaccia per la salute e la sicurezza dei cittadini con un incidente ogni 24 ore”: ad invocare nuovamente un piano di abbattimenti straordinario per ridurre il numero della popolazione dei cinghiali presenti nelle campagna ed ormai anche nei centri abitati è stata Coldiretti Lucca durante il blitz in piazza SS. Apostoli a Roma a cui ha partecipato una numerosa delegazione di imprese della provincia di Lucca guidate dal direttore provinciale, Francesco Cianciulli.

“La battaglia nei confronti dell’emergenza ungulati va avanti da anni con quattro manifestazioni nazionali e tantissime a livello regionale e provinciale. La Toscana, grazie al nostro pressing e alla disponibilità della Regione Toscana, ha approvato una delibera che apporta importanti modifiche al Piano di Controllo della popolazione di cinghiale consentendo l’intervento diretto e immediato dei proprietari e conduttori dei fondi, ma solo se dotati di porto d’armi sotto il coordinamento della polizia provinciale ma è evidente non essere sufficiente per far fronte ad un numero in costante aumento. – spiega Andrea Elmi, presidente Coldiretti Lucca –. La presenza fuori controllo della fauna selvatica favorisce l’abbandono delle nostre campagne, crea danni incalcolabili alle produzioni e rappresenta un problema per la sanità con la diffusione di malattie e la sicurezza stradale come abbiamo anche recentemente dovuto ricordare dopo l’ennesimo incidente ad Altopascio. Chiediamo un piano di eradicazione serio. Usiamo l’esercito se necessario per riportare la situazione alla normalità e difendere le imprese agricole dalla calamità dei cinghiali e dei caprioli”.

In piazza per la protesta, per dipingere in maniera chiara una situazione insostenibile, ci sono le sagome di un branco di cinghiali a grandezza naturale per dimostrare concretamente cosa significa trovarseli di fronte in strada, nei campi o davanti alla propria abitazione ed il salone dei prodotti tipici made in Italy che rischiano di scomparire a causa della peste suina che colpisce i maiali ma non l’uomo.

Alla fine della lunga mattinata è arrivato la prima risposta con l’impegno da parte del sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, che annunciato una ordinanza subito per l’abbattimento sul territorio nazionale e il prolungamento dell’attività venatoria per depopolare i cinghiali dai territori. “I ristori non solo la soluzione che gli agricoltori chiedono; – conclude il presidente Andrea Elmi –  la soluzione è il ripristino della normalità. Basta approcci ideologici”.

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